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L'internazionale nera all'assalto della laicità. Settima parte


di Luigi Corvaglia


Assoluzioni pregiudiziali


L'8 Luglio 2022, l'ex Primo Ministro giapponese Shinzo Abe, longevo politico di destra, venne assassinato durante un comizio nella città di Nara. L'assassino, Tetsuya Yamagami, ha affermato di averlo ucciso perché lo riteneva responsabile della diffusione in Giappone della Chiesa dell'Unificazione, organizzazione alla quale la madre pare avesse fatto donazioni esose al punto da mandare in rovina la famiglia. Come ha raccontato il "Financial Times", tra la Chiesa dell’unificazione e i membri del partito politico di Abe il legame è antico. Nobusuke Kishi, il nonno di Abe che fu primo ministro del Giappone nella seconda metà del Novecento, sostenne la Chiesa come strumento della lotta anticomunista. Nel tempo la Chiesa dell’Unificazione ha fatto da bacino sicuro di voti per il Partito liberal democratico, il partito nazionalista di Abe.

La chiesa fondata dal reverendo Sun Myung Moon è un impero economico che comprende una fabbrica di automobili e un’enorme attività manifatturiera, include vari ospedali e fa enormi investimenti immobiliari in tutto il mondo. Tra le altre cose, possiede una delle più grandi multinazionali di esportazione di pesce del mondo, e contribuì a rendere popolare il sushi negli Stati Uniti, e da lì nel resto dell’Occidente. Possiede anche il giornale conservatore Washington Times. Ovvio che giochi un ruolo politico enorme. Nel 2003 fece scalpore un sermone di Moon in cui sosteneva che l'Olocausto fosse la giusta punizione inflitta agli ebrei per aver ucciso Gesù.


Shinzo Abe, Sun Myung Moon e Hyung Jin 'Sean' Moon


Il figlio del fondatore, Hyung Jin 'Sean' Moon, non è meno di destra. Ha fondato negli USA Il "culto dell'asta di ferro" (The Rod of Iron Ministries). L'asta di ferro è il fucile mitragliatore AR-15; infatti la chiesa venera le armi da fuoco, definite "un equipaggiamento religioso". Il leader indossa una corona di proiettili e i fedeli partecipano alle cerimonie muniti di detto equipaggiamento. La chiesa stringe saldi legami con i movimenti identitari e di estrema destra americani.


Fedeli del The Rod of Iron Ministries

Tornando al Giappone, le connessioni fra il partito Liberale democratico e la congregazione sono emersi in maniera netta dopo la morte dell’ex premier. Da allora decine di membri del partito, anche con posizioni apicali, hanno ammesso i loro legami con la Chiesa o con altre organizzazioni collegate.

Il governo ha quindi aperto un'inchiesta sulla chiesa di Moon e, in data 12 Ottobre 2023, ha dichiarato di voler chiedere lo sciogliemento della chiesa. La chiesa ha però molti amici. Quando, nel 1985, il Congresso americano tagliò i fondi all'amministrazione Reagan per sostenere i terroristi "Contras" nicaraguensi contro il regime sandinista, la chiesa dell'Unificazione del reverendo Moon collaborò nel fornire viveri e denaro ai guerriglieri (vedi seconda puntata). Ford Greene riferisce che il CAUSA, una società dei moonies, aveva fornito migliaia di dollari e tonnellate di cibo, medicine e vestiti alle truppe della guerriglia. Nel 1985, il Washington Times, giornale dei moonies, creò un fondo privato per i Contras e annunciò che Bo Hi Pak, l'editore ufficiale, aveva contribuito con 100.000 dollari come parte dello sforzo del Washington Times di raccogliere 14 milioni. L'editore, alla domanda su come il giornale potesse permettersi questo, spiegò che la proprietà del giornale (l'organizzazione Moon) era pronta a offrire un aiuto eccezionale in caso di importanti questioni di moralità (cioè combattere il comunismo).


Le ampie connessioni tra il Council for National Policy (CNP) di Paul Weyrich e la Chiesa dell’Unificazione sono state discusse a lungo durante un'intervista radiofonica AFN di Kelleigh Nelson a Chey Simonton. Nel 1978, la commissione Fraser, una sottocommissione del Congresso degli Stati Uniti, indagò sull'influenza politica del governo sudcoreano sulla politica degli Stati Uniti, il cosiddetto Koreagate. La commissione ha pubblicato un rapporto che elencava anche la partecipazione del movimento di Moon in attività attività che coinvolgevano il governo americano.


Recentemente si è scoperto che l'ex Presidente degli Stati Uniti Donald Trump ha ricevuto circa 2,5 milioni di dollari dalla Universal Peace Federation (UPF), la nuova denominazione della Chiesa dell'Unificazione, per fare delle apparizioni video in tre occasioni tra il 2021 e il 2022, mentre l'ex Vicepresidente Mike Pence è stato pagato 550.000 dollari per parlare a un evento della UPF, ha confermato il giornale "Mainichi Shimbun" acquisendo i documenti ufficiali degli Stati Uniti e verificandoli con i documenti del tribunale in Giappone. All'evento del 2022 ha tenuto una relazione il direttore del CESNUR Massimo Introvigne.


La gigantografia del direttore del CESNUR sul palco del forum dell' UPF del 2022 a Seul

Ovviamante, dopo l'omicidio Abe il CESNUR è intervenuto immediatamente in soccorso della chiesa dell'Unificazione. Il pronto intervento di un gruppo di occidentali a difesa di un movimento religioso controverso ha ricordato a qualcuno in Giappone ciò che avvenne nel 1995 dopo l'attacco alla metropolitana di Tokio ad opera della setta Aum Shinrikyo

Intossicati dal gas sarin nella metropolitana di Tokio

(La Suprema verità). Dei fedeli del gruppo religioso avevano bucato dei sacchetti di plastica contenente del gas sarin, un gas nervino, nei vagoni della metropolitana di Tokio provocando 13 morti ed oltre 6200 intossicati.

Gordon Melton di CESNUR USA fu pagato dal gruppo responsabile dell'attacco terroristico prima ancora di arrivare in Giappone con un altro paio di esperti per difendere la setta. Pagamento preventivo per difesa pregiudiziale, quindi.

Melton, del resto, ha scritto diversi libri direttamente commissionati e pagati da vari gruppi, tra cui la Ramtha School of Enlightenment; gli stessi gruppi hanno poi provveduto alla diffusione dei suoi libri. Lo stesso fece anche anni fa la Chiesa dell'Unificazione di Moon in Italia con un libro di Introvigne. Ad ogni modo, questi finanziamenti appaiono briciole di una forma di pane ben più grossa.


Tornando alla vicenda Abe, in un articolo del "CESNUR Journal", Introvigne scrive che

mentre la debole mente dell'assassino era stata chiaramente eccitata dalle campagne contro la Chiesa dell'Unificazione da parte di avvocati militanti e antisette, questi ultimi sono riusciti a convincere la maggior parte dei media, sia in Giappone che a livello internazionale, che la Chiesa dell'Unificazione, anziché essere una vittima, fosse in qualche modo responsabile dell'omicidio, in uno spettacolare rovesciamento della logica e dell'equità.

In altri termini, Shinzo Abe sarebbe stato ucciso dal "movimento antisette". Indipendentemente dalla valutazioni del lettore su dove sia lo "spettacolare rovesciamento della logica", questa difesa a spada tratta è esemplare di una tendenza alla assoluzione pregiudiziale dei culti oggetto di critica che mal si concilia con le pretese di un rigoroso centro studi. Alcuni esempi di questa medesima assoluzione pregiudiziale scadono talvolta nel ridicolo.


Nel Marzo del 2020, all'esplosione della pandemia da Covid-19, un movimento religioso Coreano denominato Shincheonji Church of Jesus fu accusato di aver contrbuito alla diffusione del virus nel paese asiatico impedendo ai suoi fedeli il rispetto delle disposizioni governative ed organizzando affollati ritrovi di preghiera senza alcun distanziamento o mascherine. Oltre il 60% dei contagiati nel Paese erano membri della chiesa. La macchina della propaganda a favore dei nuovi movimenti religiosi accorse immediatamente in aiuto del culto con un "libro bianco" intitolato Shincheonji e il coronavirus in Corea del Sud: separare i fatti dalla fantasia. Pochi giorni dopo il leader della chiesa, insieme ad altri 12 esponenti del culto, chiesero scusa in ginocchio davanti alle telecamere della TV per aver provocato l'esplosione del contagio.


Lee Man Hee, leader della chiesa Shincheonji, chiede scusa pubblicamante per aver contribuito a diffonder il virus Covid-19 in Sud Corea

Il tempismo non sembra essere il forte degli apologeti dei culti. Già l'anno prima, il CESNUR aveva dato prova di una difficoltà a gestire l'impulso assolutorio con esiti disastrosi. Infatti, nel Maggio del 2019 il centro studi torinese consegnò i premi FIRMA (Festival Internazionale delle religioni, musica e arti) presso il Salone del Libro. Questo premio è stato pensato dal think tank di Introvigne per celebrare chi si è distinto nella promozione della pace tramite il dialogo interreligioso. In quella edizione veniva premiato, fra gli altri, il già discusso apostolo Naasón Joaquín García, guida della Chiesa Luz del Mundo. Un paio di settimane dopo aver ricevuto il premio come paladino dei diritti umani e autore di opere di carità, Naasón Joaquín García è stato arrestato a Los Angeles con 26 capi di imputazione, fra cui traffico di esseri umani, produzione di materiale pedopornografico e stupro di minori. Il processo si è concluso con il patteggiamento dell'apostolo e la sua condanna a 17 anni di carcere.


sx: Il leader del CESNUR Introvigne con quello della Luz del Mundo Garcia - dx: Garcia durante il processo


Ammetto di aver talvolta schernito il direttore del CESNUR per questo increscioso passo falso. Mi è stato risposto, testualmente: "Ridarei - e non escludo di farlo - un premio per le attività caritative alla Luz del Mundo in persona del suo legale rappresentante pro tempore perchè le conosco e sono degne di ammirazione", per poi concludere "L'intenzione era di premiare le attività caritative, non la vita privata dell'apostolo".

Invito il lettore a vedere il documentario sulla vicenda di Garcia e la Luz del Mundo sulla piattaforma Netflix (Il lato oscuro della Luz del Mundo ) e poi leggere nuovamente la frase di Introvigne.


Benché un personaggio pittoresco come l'apostolo messicano possa rubargli la scena con colpi di teatro del genere, non privi d'ironia, a meritare la nostra attenzione deve però essere un altro dei vincitori del premio, Greg Mitchell. Lo abbiamo già incontrato. E' il lobbista principale di Scientology fondatore dell’ International Religious Freedom Roundtable. (quarta puntata). Non solo l'attività di questo fedele della holding religiosa americana è regolarmente riportata nei siti istituzionali, ma lo stesso Mitchell ha dichiarato in una intervista a "Business Insider", che l'attività di pressione della chiesa sul governo USA non è attualmente diretta alla promozione di Scientology, quanto a quella della "libertà religiosa". Questo lavoro "comporta spesso la collaborazione con altre organizzazioni religiose per incoraggiare gli Stati Uniti a fare pressione sui paesi stranieri che perseguitano i gruppi religiosi". In altri termini, Scientology, con "altri gruppi religiosi", incoraggia il governo degli Stati Uniti a "fare pressione" su paesi stranieri.

Quella della pressione su altri paesi a causa di vere o presunte ingerenze o limitazioni di questi nelle questioni di religione non è quindi una deduzione basata su indizi, ma un dichiarato intento perseguito da una varietà di attori che, anche con motivazioni differenti, trovano congruente tale agire. Una confluenza di interessi anche se con fini teoricamente confliggenti. Ecco che dei fondamentalisti cristiani trovano utile la difesa di culti lontanissimi dal cristianesimo.

Questa attività di pressione è già prevista, indipendentemente dal pungolo di Scientology e altri culti, dall'International Religious Freedom Act del 1998.


Attacco alla laicità


Nel 1995, una commissione d'inchiesta parlamentare sulle sette del governo Francese realizzò un rapporto, noto come Rapporto Guyard, che esprimeva grande preoccupazione per il fenomeno. Seguirono analoghe iniziative in Belgio (1996), Germania (1997) ed Italia (1998).

Nel 1996, la Francia varò una serie di leggi per assicurare la protezione delle vittime delle "sette" e, soprattutto, una Missione Interministeriale di Lotta alle Sette (MILS, poi MIVILUDES) il cui primo presidente fu il deputato socialista Alain Vivien. Ciò rese il Paese della laicitè la punta avanzata della resistenza alla infiltrazione dei gruppi totalitari in Europa, attivando un processo che portò alla creazione della Fédération Européenne des Centres de Recherche et d'Information sur le Sectarisme (FECRIS), l'organizzazione "ombrello" che federa decine di associazioni anti-sette di vari paesi europei, e alla promulgazione della legge About Picard che punisce "abuso di debolezza" nel 2001.


Il 6 Giugno 1997, in Germania i Ministri degli Interni Federale e Statali si accordarono nel porre l'organizzazione di Scientology sotto sorveglianza. Fu solo una delle azioni del governo tedesco per contrastare Scientology (un rapporto del 1998 sottolineerà gli aspetti distruttivi di questo "ente commerciale mascherato da religione" e un rapporto del Ministero degli Interni del 2007 definirà l'organizzazione "incompatibile con la Costituzione"). Ne seguirono la campagna di Scientology contro la Germania (cosa immaginabile), ma anche una serie di ferme prese di posizione a difesa del culto da parte del governo americano (cosa meno immaginabile). Per gli USA, Scientology è una religione. Fra le altre azioni, si ricorda un documento del Beareau for Democracy, Human Rights and Labour (BDHRL), un'agenzia del Dipartimento di Stato, che poneva la Germania fra le nazioni che violano la libertà religiosa, accanto a Paesi come la Cina.

Nel 1998, viene promulgato l'International Religious freedom Act che inserisce la difesa della libertà religiosa nel mondo quale politica estera degli Stati Uniti. Ciò prevede un nuovo dipartimento dell'amministrazione USA che veniva creato gemmandolo dal Beareau for Democracy, Human Rights and Labour. Nacque così, l'Office of International Religious Freedom (OIRF), in pratica, un organo specializzato per il contrasto alle politiche "discriminatorie" nei confronti dei gruppi spirituali alternativi. Fu stabilito che l'ufficio sarebbe stato presieduto da un ambasciatore plenipotenziario, a cui venivano affiancati ben cinque funzionari della Segreteria di Stato. La commissione dispone addirittura di un proprio agente in tutte le ambasciate americane. Primo presidente ne fu Robert A. Seiple. La cosa curiosa è che questo ex marine era stato per più di 11 anni a capo dell'associazione World Vision Inc., la più importante associazione evangelica del mondo, di vedute ultra-conservatrici (e secondo voci, controllata dalla CIA). Ci si sarebbe aspettato che un dipartimento attento alla libertà di credo presentasse i crismi della laicità o, almeno, non presentasse caratteristiche di dogmatismo tali da confliggere con un compito che potremmo definire "ecumenico", cioè di conferire pari dignità e permettere la convivenza di tutte le fedi. Fatto è che il primo rapporto della commissione, del settembre 1998, accusava Francia, Germania, Austria e Belgio di violare la libertà religiosa. Ad affiancare l'OIRF, giunse presto una nuova associazione, la Commission for Religious Freedom. Questa commissione era composta dai parlamentari americani che intervenivano presso l' Organizzazione per la Sicurezza e la Cooperazione in Europa (OSCE). Questi deputati furono protagonisti, durante un meeting OSCE nel 1999, di una violenta invettiva contro la Francia accusata di nefandezze da "regime di Vichy", di caccia alle streghe e persecuzione. Si sfiorò l'incidente diplomatico. Moderatore della sessione era Massimo Introvigne.


Nel settembre del 1999 l' OIRF pubblicò un rapporto ancor più feroce contro i paesi europei, al punto che il ministro degli Esteri francese, Hubert Védrine, si vide costretto a scrivere al suo omologo statunitense, Madeleine Albright, per denunciare l'intollerabile aggressione che gettava dubbi sulla proficuità del dialogo. Ciò portò all'interruzione dei dialoghi diplomatici sulla questione.


A completare il quadro delle forze in campo arrivò quindi un terzo organismo dell'amministrazione USA, questa volta legato direttamente alla Casa Bianca. Si tratta dell'US Commission for International Religious Freedom (USCIRF). Si, la commissione che scrisse il report in cui si consigliava a Trump di ostacolare il lavoro del referente FECRIS all'OSCE (c'est moi!).


Taiwan come Tortuga pro-sette


"Academia" riporta che il 15 Marzo 2019 molti articoli dell'autore di questo report sono stati letti da Taipei,Taiwan

Da anni, a Taipei, capitale di Taiwan, si tengono molti convegni e seminari sul rispetto della libertà religiosa. Vi partecipano da sempre il CESNUR ma anche esponenti di vari culti, come la Chiesa della Provvidenza, della Luz del Mundo, della Scuola di Yoga di Buenos Aires e della Chiesa dell'Unificazione. Un ruolo centrale lo svolge l' American Institute in Taiwan (AIT).



Chi era a Taiwan nei giorni in cuui gli articoli dell'autore del report erano letti da Taipei?

Taiwan, isola al largo della Cina e da questa contesa, è giuridicamente non riconosciuta dalla maggior parte della comunità internazionale e non è presente all'ONU in base alla Risoluzione 2758 del 1971 sottoscritta anche dagli USA e dai paesi europei. Ciò ne fa un porto franco utile per condurre campagne politiche e mediatiche che negli Stati Uniti sarebbero imbarazzanti. Così si evitano possibili incomprensioni diplomatiche con Tokyo, ormai su posizioni diametralmente opposte sul tema dei nuovi movimenti religiosi, ma alleato chiave degli USA. In pratica, Taiwan è diventata ciò che l'isola di Tortuga era per i pirati del XVII secolo: un porto di filibusta che non soggiace alle medesime regole della gran parte degli altri paesi.




Apologia dei culti come identitarismo spirituale


L'International Religious Freedom Act rende possibile l'opera di pressione degli Stati Uniti su paesi terzi. La United States Commission for International Religious Freedom (USCIRF) stila una Watch List degli stati da tenere sotto pressione. Ci sono la Cina e la Russia, Ma perfino la Francia e la Germania, a causa di leggi nazionali di contrasto ai gruppi a deriva settaria. Spalleggiati da questi straordinari apparati governativi, gruppi controversi, associazioni di difensori delle sette dalle appartenenze discutibili (sul piano del rispetto dei diritti e dell'ecumenismo), fondazioni e think tanks neoconservatori e "libertari" possono fare rete per contrastare l'operato di legislatori, studiosi ed attivisti impegnati contro la manipolazione mentale e lo sfruttamento degli individui nei culti totalitari. Tutto ciò viene presentato come una difesa dei diritti, della libertà, del rispetto della libera scelta, insomma della democrazia. E' tutt'altro.

Laddove la democrazia è universalizzazione dei diritti e rispetto per le minoranze, la proposta degli apologeti dei culti non è realmente mossa dal rispetto per le minoranze, ma ricorda molto il differenzialismo della Nuova Destra identitaria, che, al contrario, valorizza le differenze proprio per contrastare la universalizzazione dei diritti. Infatti, il differenzialista difende il “diritto alla differenza” di tutte le culture, vuole cioè la salvaguardia delle identità dei popoli. Benché questa possa apparire una affermazione di universalismo ed ecumenismo, il differenzialista è un nemico della società aperta. Questi pensa cioè che gli “stranieri” debbano rimanere tali, vivendo «tra loro» e mantenendo i propri riferimenti culturali e valoriali, perché loro “sono diversi” e tali devono restare. Egli ne difende il “diritto alla differenza” proprio per evitare che altre culture si mescolino o confluiscano nella sua. Si parla a tal proposito di razzismo differenzialista. Questo differenzialismo, che è difesa del proprio gruppo chiuso, difende gli altri gruppi chiusi dalle pretese della società aperta, cosicché questa non abbia ad interferire anche nel proprio gruppo. Dietro ai proclami libertari e rispettosi delle culture allogene, questa concezione mira al recupero ed alla difesa delle singole culture perché diventino contrappeso all’ideologia globalista; quindi proprio all’universalismo dei diritti umani.

Se il cittadino occidentale inorridisce davanti alla pratica della infibulazione o altre mutilazioni genitali femminili e ne chiede l'abolizione è perchè ritiene che la universalizzazione dei diritti sia valore preordinato al rispetto di una cultura che mortifica e fa violenza sulle donne. L'identitario della nuova destra, invece, ritiene che vadano salvaguardati gli usi e costumi delle culture in cui si pratica l'infibulazione perchè la difesa dell'identità è preordinata alla difesa dei diritti individuali, cioè alla universalizzazione dei diritti, in altri termini della democrazia. Gli apologeti dei culti operano nello stesso modo. La persona laica ritiene inammissibile che il fedele di un culto possa essere sottoposto a trattamenti che sarebbero censurati fuori da esso (riduzione in schiavitù, umiliazioni, sfruttamento economico, sessuale, ecc.) perchè i diritti sanciti dallo stato di diritto devono valere per tutti i cittadini e le pratiche vessatorie non possano essere ammesse solo perchè appartengono ad una cultura religiosa. La democrazia non può ammettere isole di totalitarismo, non può essere democrazia con i buchi. L'apologeta dei culti, invece, è l'identitario che pretende che il valore del rispetto della "libertà di culto" sia da salvaguardare più dei diritti sanciti dalla costituzione. Vuole la democrazia con i buchi. Lo stato di diritto diviene ancillare rispetto alla difesa dell'identità religiosa.

Come non sorprende che i fautori del differenzialismo siano esponenti dell’estrema destra politica che coniano una propria incongruente versione di “multiculturalismo”, così non è strano che i difensori del “diritto alla differenza” delle “sette” siano spesso esponenti di visioni tutt’altro che ecumeniche che propongono la propria incongruente versione di “ecumenismo”. Questi, infatti, propongono un “multi-cultismo”, che è la versione mignon del multi-culturalismo della Nouvelle Droite. Come il multiculturalismo ha quale nemico la democrazia, così l'identitarismo spirituale ha quale nemico la laicità.


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