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Salò o le 120 giornate di Topolinia

Salò o le 120 giornate di Topolinia

Luigi Corvaglia Una versione di questo articolo è stata pubblicata su MicroMega + il 27 Maggio 2022 Poche settimane prima di morire, Walt Disney dimostrò agli amministratori dello stato della Florida che i mondi fantastici non si limitava a disegnarli. I rappresentanti dello stato del sole avevano infatti ricevuto dagli uffici della Disney un breve film di 24 minuti in cui si presentava un progetto visionario denominato Experimental Prototype COmmunity of Tomorrow (EPCOT), cioè "prototipo di comunità sperimentale di domani". Si trattava di una città ideale privata da costruirsi nel cuore dello stato. La struttura immaginata da Disney avrebbe dovuto ospitare 20.000 persone in una enorme area circolare suddivisa in cerchi concentrici, con al centro una torre di trenta metri circondata di uffici e aree commerciali. Intorno a questo centro dovevano esserci gli edifici pubblici, le scuole e le aree sportive. Le aree residenziali sarebbero state collocate nel cerchio più periferico, dopo una ampia area di verde. Le macchine sarebbero state bandite dalla superficie, relegate a strade sotterranee, mentre i trasporti pubblici sarebbero consistiti in veicoli su monorotaie definiti "People Movers". Si sarebbe potuta costruire una cupola gigante per coprire la città per regolare il clima. Fin qui, il progetto di Disney appare solo una prefigurazione del "new urbanism" degli anni novanta. In realtà, nella sua mente EPCOT doveva essere un banco di prova non solo per l'urbanistica, ma anche per l'organizzazione sociale. Walt Disney affermava: “Sarà una comunità pianificata e controllata, una vetrina per l'industria americana, per la ricerca e le scuole, una opportunità per la cultura e l'istruzione". Il progetto di Walt Disney prevedeva che nessuno degli abitanti fosse proprietario della sua casa, in modo tale che che nessuno potesse legalmente votare, cosa che lasciava alla Disney le mani libere per amministrare la comunità senza il fastidio di indesiderati rappresentanti dei cittadini. L'essere una città privata la metteva anche al riparo dalle ingerenze delle autorità della Florida. La Disney avrebbe avuto controllo totale, stabilito permessi e divieti e perfino il diritto di cittadinanza. Nessuna possibilità di cittadinanza per pensionati o disoccupati. Niente ghetti, solo pulizia ed ordine sociale. Il "prototipo di comunità sperimentale di domani" smette quindi di essere una Topolinia realizzata per assumere gli inquietanti caratteri di una distopia totalitaria in tinta pastello. Ciò è stato notato da molti, e il parallelismo fra EPCOT e la Seahaven del "Truman Show" ipotizzata dal noto film del 1998 viene automatico. Quello che invece pochi hanno sottolineato è la analogia fra il progetto di Disney ed il panopticon di Jeremy Bentham. Ciò a partire dalla medesima struttura topografica radiocentrica. Il filosofo inglese aveva infatti ideato un carcere circolare che permetteva ad un unico guardiano di osservare tutti i prigionieri in qualunque momento. L'elemento peculiare, però, è che i detenuti non dovevano essere in grado di stabilire se erano osservati o meno. Ciò li avrebbe portati a considerare conveniente l'idea di comportarsi sempre partendo dal presupposto di essere osservati. Ne derivava la sensazione interiorizzata della invisibile onniscienza del guardiano. Secondo Bentham, il lungo permanere di questa condizione avrebbe comportato la completa interiorizzazione da parte dei detenuti del retto comportamento, modificando così indelebilmente il loro carattere. Lo stesso filosofo descrisse il panottico come "un nuovo modo per ottenere potere sulla mente, in maniera e quantità mai vista prima". L'idea che la mancanza di un controllo visibile comporti l'autorepressione degli individui e, quindi, l'ordine sociale, ci porta ad un terzo personaggio: lo psicologo Burrhus Skinner. Dai suoi esperimenti di "condizionamento operante" con gatti, topi e piccioni, Skinner trasse l’idea che con appositi "rinforzi" , ovvero "conseguenti positivi del comportamento"- in altre parole, con dei premi -, e "stimoli avversivi", ovvero le punizioni, fosse possibile condizionare empiricamente ogni tipo di comportamento. E’ l'utilizzo strumentale di quel piacere e quel dolore che il teorico del panopticon, Jeremy Bentham, considerava i due "soli signori" dell’uomo. Lungi dal limitarsi a ciò, Skinner si spinse oltre scrivendo un romanzo utopistico che faceva il verso a David Thoureau. Quest’ultimo aveva vissuto la sua utopia nell’isolamento arcadico di Walden, località di campagna vicino a Concord dove poté sfuggire alle norme comunitarie. Quella di Thoureau era quindi una fuga dal controllo (e, diciamolo, dalle tasse). Skinner ha invece descritto nel suo romanzo una società del controllo e lo ha spudoratamente intitolato "Walden Two". Vi si ipotizzava una "società perfetta" in cui tutti individui erano "condizionati" come i suoi piccioni. Egli, inoltre, era convinto che "il controllo della popolazione nel suo insieme dev’essere delegato a specialisti: poliziotti, preti, imprenditori, insegnanti, terapeuti, ecc., che dispongono di rinforzi specializzati e di contingenze di rinforzo codificate". Skinner era esplicito: Uno stato che trasformi tutti i suoi cittadini in spie, o una religione che promuova il concetto di un Dio onniscente, eliminano ogni possibilità di sottrarsi alla punizione e dànno quindi efficacia estrema al sistema punitivo. La gente si comporta bene benché non vi sia una supervisione percepibile" La sovrapponibilità con l'idea benthamiana della modificazione del comportamento tramite la percezione di un controllo invisibile è totale. Quello che Skinner propone è quindi un panopticon universalizzato. Questa condizione sarebbe ideale perché, nelle parole di Skinner, "ovviamente" la libertà "cresce al diminuire dei controlli visibili". Non sappiamo cosa lo psicologo avrebbe pensato nel vedere come rinforzi differenziati a seconda della "abilità nell’obbedire alle leggi" e simili "protocolli di rinforzo ed estinzione del comportamento" informano l'attuale sistema dei "crediti sociali" in Cina. ln quel paese, milioni di telecamere in grado di individuare chiunque in sette minuti grazie a sofisticati software di riconoscimento facciale costituiscono metaforicamente l'occhio onniveggente che Bentham metteva al centro del suo noto schizzo del panopticon. Fin qui, però, si resta nei pressi del discorso abusato sul controllo e la società disciplinare che ha fatto la fortuna di Michel Foucault e dei suoi epigoni. Questi affermavano che anche la società democratica è una istituzione diffusa basata sulla asimmetria di potere (ad esempio, sulla asimmetria "vedere-essere visto"). Qui, invece, si vuole proporre una riflessione nuova che muove dalle stesse basi. Ci chiediamo, cioè, se, nel momento in cui obbedienza e sottomissione non necessitano di una coercizione visibile o di violenza, sia possibile tracciare il limite dell'abuso di potere. Conseguentemente, ci si chiede se può il consenso delle vittime essere un valido indice per definire l'assenza di tale abuso. Per provare a rispondere a questi interrogativi, si introdurrà un ulteriore personaggio, forse il più lontano in assoluto da quel Walt Disney dal quale siamo partiti: Pier Paolo Pasolini. Questi era il più celebrato intellettuale italiano quando nel 1975 si apprestò a dirigere il film "Salò o le 120 giornate di Sodoma". Fine dell'autore era quello di rappresentare l '"anarchia del potere", cioè la capacità del potere di darsi da sé le proprie leggi. Nel film i gerarchi fascisti annunciano ai ragazzi le ferree regole che vigeranno nella villa in cui li hanno rinchiusi, arbitrariamente decise dai gerarchi stessi. Li condurranno quindi in gironi infernali di aberrazione, vizio, perversione e violenza. La cosa interessante è che per la realizzazione di quello che sarebbe diventato il suo testamento intellettuale, Pasolini tenne rinchiusi cast e troupe per mesi in una villa in Toscana. Qui si venne a creare una condizione di dissociazione di gruppo dal mondo esterno ed uno stato mentale peculiare così descritto da una delle persone che presero parte alla pellicola: L'atmosfera particolare incuteva tensione, sembrava quasi irreale, di vivere un'altra realtà, c'era molto silenzio per dare concentrazione a quello che stavamo vivendo e recitando. Nel corso dei mesi poi cresceva da parte nostra una forma di esaltazione, che in queste situazioni ci faceva entrare nei personaggi. Basta vedere come i ragazzi che interpretavano i collaborazionisti alla fine fossero completamente gasati. Non so se bevevano o cosa, ma qualcosa di sinistro era forte in loro, facevano veramente paura. Non dimentichiamo che le riprese sono durate quattro, cinque mesi e alla fine ci eravamo completamente immedesimati. Quando uscivamo dal set sembrava che il mondo fosse un'altra realtà, non quella vera. L'immedesimazione degli attori che interpretavano i fascisti nel loro ruolo di sadici violentatori rendeva gli attori che ne subivano aggressioni ed umiliazioni delle vere vittime. Questo non può che riportare alla mente il celeberrimo esperimento carcerario di Stanford realizzato da Phil Zimbardo nel 1971. L'esperimento prevedeva l'assegnazione casuale, ai volontari che accettarono di parteciparvi, dei ruoli di guardie e prigionieri all'interno di un carcere ricostruito presso l'università californiana. Dopo pochi giorni, i "carcerieri" cominciarono a vessare i "detenuti". Le guardie costrinsero i prigionieri a cantare canzoni oscene, a defecare in secchi che non avevano il permesso di vuotare, a pulire le latrine a mani nude, e così via. La medesima situazione è stata resa in modo umoristico nel film "Train de vie" del 1998 la cui trama prevedeva che un gruppo di ebrei usasse quale stratagemma per sfuggire alla shoah quella di fingersi dei deportati dai nazisti, anch'essi ebrei travestiti, i quali, però, finivano per calarsi troppo bene nella parti degli aguzzini. Gli attori vessati sul set di "Salò" hanno descritto quelle subite quali vere umiliazioni e la loro immedesimazione era tale che più di qualcuno vomitò dopo le scene di coprofagia. Nessuno, però, si è sottratto. Il consenso era validato da un contratto e giustificato dalla retribuzione prevista per la prestazione. Notava giustamente Raffaele Ventura in un articolo su Esquire che "È il suo prestigio d’intellettuale, il suo ruolo particolare nel cuore della società capitalista, ad avere dato a Pasolini il potere di umiliare degli esseri umani; o se volete, di lasciar loro scegliere di farsi umiliare. Salò o le 120 giornate di Sodoma può dunque valere come corrispettivo artistico di un celebre esperimento di psicologia sociale svolto da Stanley Milgram nel 1961". In questa riflessione si descrivono i due aspetti fondamentali della faccenda. Il primo riguarda quello che gli psicologi definiscono il "carisma". Prestigio, potere, cultura, età ponevano il venerato maestro in posizione d'autorità e lo fornivano di elevato potere suggestivo. È poi particolarmente interessante il riferimento a Stanley Milgram. Questi ha dimostrato col suo celeberrimo esperimento che gli individui possono arrivare per pura obbedienza a somministrare scosse elettriche ad alto voltaggio ad un soggetto, anche se lo si vede soffrire terribilmente. Proprio l'esperienza di Milgram, con la sua progressione lenta di obbedienza a disposizioni sempre più lontane da quanto si sarebbe stati inizialmente disposti a seguire, è stata posta da chi scrive il presente testo al centro di un modello di subordinazione indotta nei "gruppi costrittivi". Pensiamo a Scientology, a vari culti orientalisti che hanno guadagnato la cronaca per lo sfruttamento degli adepti, ad aggregati religiosi o politici radicali, a certi gruppi ecclesiali, ma anche ai conventi dai quali emergono sempre più spesso storie di abusi. La cosa riveste particolare interesse, perché vari solerti difensori di tali sodalizi fanno appello esclusivo all'autodeterminazione dei membri e paiono ciechi riguardo ai meccanismi di persuasione e controllo che questa autodeterminazione la inficiano alla radice; meccanismi, peraltro, che sono ben noti alla psicologia sociale. La dissociazione dal mondo esterno, il controllo panottico sul comportamento degli individui, la sottomissione indotta riscontabile in questi aggregati descrivono quella anarchia del potere che Pasolini, per denunciarla, involontariamente realizzò. I difensori dei "micro-fascismi" e dei loro demiurghi, colgono Topolinia e non il panopticon, la Walden di Thoureau e non quella di Skinner. Non si risolve la questione morale delle umiliazioni e dello sfruttamento con la semplicistica scusa del "consenso" iniziale o della libera scelta di ritirarlo. Quando McMurphy, il personaggio interpretato da Jack Nicholson in "Qualcuno volò sul nido del cuculo" , scoprí che la maggior parte dei degenti dell'ospedale psichiatrico in cui venivano vessati era in regime di ricovero volontario, ma non lasciava l’istituzione, comprese la lezione di Etienne de La Boétie: gli uomini si sottopongono volontariamente al potere. Il Truman Burbank del "Truman Show" era libero di lasciare la sua isoletta, ma la paura del mondo esterno che il regista-demiurgo del suo mondo gli aveva indotto lo tratteneva in quello che considerava un rifugio sicuro (Seahaven, appunto). Certo, una società democratica e liberale non può ostacolare la libera associazione e il libero culto, ma deve, pena la perdita dei requisiti di democrazia e libertà, impedire gli abusi di potere, partendo dal diminuire le occasioni perché questi abbiano luogo. L'ostinato impegno di taluni, pronti a censurare il totalitarismo skinneriano cinese, ma diligenti nel difendere i totalitarismi non territoriali in nome di principi che si vendono per "liberali", va nella direzione opposta. Essi difendono un "multiculturalismo" fatto di identità che non intendono adeguarsi ai principi liberali e democratici vigenti al loro esterno. Già in questo risiede l'assurdità della pretesa di difendere questi mondi chiusi - e porre uno scudo per gli abusi di potere che vi hanno luogo - facendo appello ai principi liberal-democratici che essi stessi non riconoscono al loro interno. Lo scontro fra civiltà attualmente in corso è stato schematizzato come quello fra società aperta e dispotismo, ma è paradossale che una società libera non si curi anche dei sovranismi che proliferano nel proprio corpo.

Il fascismo discreto dell'antiborghesia

Il fascismo discreto dell'antiborghesia

Le insospettabili parentele fra estrema destra ed insurrezionalismo anarchico di Luigi Corvaglia

“Ogni donna adora un fascista”, disse la poetessa Sylvia Plath. Non so. Non mi intendo di queste cose. Certo è che, nel caso la Plath avesse ragione, le donne sarebbero state per anni condannate ad una feroce competizione, visto che erano pochi i fascisti disposti ad assumersi rischio e responsabilità di dichiararsi tali. Al contrario, fin troppi erano gli individui che facevano vanto di fede antifascista. Grazie alla pandemia ed alle manifestazioni "no green pass" contro la "dittatura sanitaria" è però ora chiaro che le signore non hanno alcun motivo di disperare. Non solo, infatti, di fascisti disposti a dichiararsi tali ce ne sono ora un discreto numero, ma, a ben guardare è anche in un'altra componente della eletta schiera di protestatari che alligna l’oggetto delle loro brame: le cosiddette "frange anarchiche", cioè gli anti-fascisti! Stupore? Nel caso in cui l’antifascista vestisse i panni consunti del comunista vecchio stampo, lo stupore sarebbe ammissibile solo per coloro che non fossero coscienti della comune matrice di fascismo e bolscevismo[1]. La sorpresa, invece, è ben più motivata quando ci si rende conto che, qualora il tipo a cui si anela fosse quello dei primo fascista rivoluzionario, allora il luogo in cui andare a cercarne l’omologo è proprio in una frangia dell’anarchismo! Sembra assurdo, infatti, che chi predica l’abolizione dello stato possa avere qualcosa a che vedere con chi professa addirittura lo stato etico. Eppure…

Una donna un fascista lo ha adorato sul serio. E che donna e che fascista! Lui era nientemeno che Benito Mussolini, da Predappio, lei un’anarchica, Leda Rafanelli, da Pistoia. Lui era, all’epoca della loro conoscenza, un socialista d’ispirazione soreliana e blanquista, lei una redattrice del giornale anarchico La Libertà. Sulla strana leison, metafora di una fascinazione intellettuale tutt’altro che rara in quei giorni, si è esercitato un divertente pettegolezzo storico corredato da opposti e ridicoli moralismi. Gli studiosi di parte fascista tendono ad offendere l’onestà della Rafanelli che, in un libro che raccoglie le decine di lettere del Duce a lei indirizzate[2], nega che la relazione cui continuamente lui allude con frasi inequivocabili (“ho ancora nell’anima tutto il turbamento del nostro ultimo convegno”, “perché vuoi dimenticare ciò che avvenne fra noi?”, ecc. ) sia mai andata oltre “un bacio”. Tale contestazione si fa alla luce della ben nota “passionalità” dell’uomo[3]. Di contro, la stampa anarchica, proprio in virtù delle qualità del duce (“pieno di sé, cialtrone e bugiardo[4]”, ecc.), difende la Rafanelli, affermando che la storia sentimentale sarebbe stata tutta nella testa di Benito. A ben guardare, entrambe le posizioni tendono a difendere la virtù e l’onore dell’attore più prossimo alle proprie posizioni politiche. I fascisti vedrebbero sminuito nella sua maschia baldanza un Mussolini che frequenta e scrive per anni ad una donna frasi di grande passionalità senza riceverne in cambio i favori erotici. Gli anarchici devono difendersi dall’idea che una di loro possa aver davvero amato il capo del fascismo, per quanto in una fase pre-dittatoriale. Queste meschinità da bar non interessano minimamente chi ritiene che non conti assolutamente nulla la qualità della relazione, supposta, fra i due, ma molto quella, certa, fra le due culture da essi incarnate. Non va a segno, quindi, la difesa della Rafanelli da parte di Felice Accame che, sulla pagine di “A-Rivista anarchica”, scrive che il Mussolini amato dalla donna era “socialista, pre-interventista”[5]. Come a dire “Non era ancora fascista”. E’ proprio il socialismo incarnato da Mussolini a contenere i germi del fascismo. E’ proprio l’impeto soreliano che fa scrivere alla Rafanelli: “E’ il socialista dei tempi eroici. Egli sente ancora, ancora crede, con uno slancio pieno di vitalità e di forza. E’ un uomo”[6]. E’ lo “slancio”, descritto con foga futurista, “pieno di vitalità e di forza” del socialista alla Sorel che affascina l’anarchica. Ora, se si afferma, con Barrés, che “il padre intellettuale del fascismo è Sorel[7]” lo si può fare a ragion veduta. Georges Sorel, socialista e sindacalista rivoluzionario che grande importanza ha avuto nella teorizzazione e nell’azione di centinaia di rivoluzionari fra la fine dell’ottocento e i primi decenni del XX secolo, era uno dei riferimenti ideali del futuro Duce. Contro la tesi marxista del proletariato organizzato da un partito, Sorel auspicava l’azione diretta, il gesto violento e senza mediazione quale strategia rivoluzionaria. In Sorel si ritrova per intero la feroce critica antiborghese e antiparlamentare, e , si badi, antiparlamentare in quanto antiborghese, che sarà del regime mussoliniano. In questo autore, caro a Mussolini come a Gramsci, nonché elemento di una sorta di “sacra Trimurti” (gli altri due Nietzsche e Stirner) venerata tanto dall’individualismo anarchico quanto dai gruppuscoli dell’estrema destra rivoluzionaria, si ritrova identico lo sprezzo per il pensiero, pallido e smunto epifenomeno costretto a dissolversi di fronte alla rubiconda magnificenza dell’azione. Identiche, insomma, le concezioni, soreliana e mussoliniana, di una “funzione rivoluzionaria” delle masse, funzione che non necessita di guide o di avanguardie, ma che si realizza nell’azione stessa. Ciò che va qui sottolineato è che il pensiero di Sorel, da molti esecrato quale pura e semplice apologia della violenza, vede piuttosto il suo senso nella difesa della libertà dell’uomo di contro a ogni forma di stato. L’assolutismo fascista affonda, quindi, una delle sue radici nel pensiero antistatale. Il sindacalismo rivoluzionario propugnato da Sorel sarà la forma prediletta d’azione di schiere di socialisti e di anarchici, ma anche di Mussolini. Né va dimenticata, fra i trait d’union che connessero anarchici e fascisti, la comune lettura, con differenti lenti, di Nietzsche e Stirner. Alla stessa Rafanelli, ad esempio, si imputò una lettura troppo “mussoliniana” di Nietzsche [8]. Quanto al Duce, egli poneva Max Stirner, il teorico dell’egoismo etico caro all’ individualismo anarchico, fra “le dolomiti del pensiero”[9]. Ecco che, traghettati dalla malferma zattera di questi autori, si ebbe il trasbordo di molti anarchici nelle schiere del Partito Nazionale Fascista. Fra questi, i più noti furono Berto Ricci, scrittore, poeta e pubblicista, Lorenzo Viani, poeta, Leandro Arpinati, che fu gerarca, Marcello Gallian, legionario dell’impresa fiumana e marciatore su Roma, Felice Chilanti, “fascio-comunista” che fu redattore de Il lavoro Fascista, poi nel gruppo di radiati dal PCI Bandiera Rossa, Mario Gioda, che, per primo, sulle pagine della rivista anarchica Volontà dichiarò la necessità, per gli anarchici, di imbracciare le armi in caso di invasione austriaca, dando inizio al fenomeno dell’interventismo anarchico durante la I guerra mondiale. All’intervento di Gioda era poi seguito quello di Marya Rygier su Il Libertario, prodromico al Manifesto degli anarchici interventisti, firmato, tra gli altri, da un personaggio che avrà grande importanza nel futuro regime fascista: Massimo Rocca, noto come Libero Tancredi, un individualista stirneriano i cui scritti avrebbero avuto un peso nella svolta interventista dell’allora direttore dell’ Avanti, Benito Mussolini. Tutti individui, questi, paradossalmente, accumunati da una totale fedeltà e coerenza. Ma a cosa? Ce lo facciamo dire da un “anarchico” contemporaneo che rivendica la nobiltà di tale commistione: “sono riconducibili al medesimo odio, all’identico disprezzo, al superbo isolamento, al rifiuto della mistificazione della democrazia, del parlamentarsimo e del elettoralismo, alla denuncia dell’ipocrisia dei falsi e vuoti valori umanitari e pacifisti borghesi[10]”. Forte di tale “coerenza”, Berto Ricci riuscì ad essere antinazionalista e a favore dell’ l’Impero, capitalista ma per l’evoluzione del proletariato in proprietari, fascista di sinistra ma, ricorda Miro Renzaglia, non ostile a quello di destra, perché “il nemico numero uno, fu e resta il centro, cioè la mediocrità accomodante. Il centro è compromesso, noi siamo l’affermazione simultanea degli estremi, nella loro totalità”[11]. Ciò è tipico del pensiero di Sorel, censore massimo della mediocritas della classe borghese, ostile al democraticismo perché il parlamento è appunto il luogo politico della mediocrità borghese. Si capisce, allora, partendo da siffatte premesse, come si possa arrivare perfino a parlare dell’”anarchismo” di D’Annunzio [12] o come il gerarca e componente del Consiglio Generale del Fascismo Libero Tancredi (alias Massimo rocca) potesse definirsi “Anarchico, fra gli anarchici” e votato a “un anarchismo concepito come rivolta ideale e religiosa contro coloro che impestavano l’anarchia di utopie e di delinquenza”[13]. Ma anarchico (“anarchico conservatore”) si definì anche lo scrittore fascista Giovanni Papini. Del resto, l’anarca vagheggiato dal nazista Junger e l’autarca disegnato dall’ “anarchico aristocratico” Evola sono di chiara marca stirneriana, nella notte in cui tutte le vacche (e anche le camicie) sono nere. La notte è quella di una concezione dell’anarchismo quale rivolta contro la società liberale e borghese e basato sul primato dell’azione sul pensiero. Esisteva, insomma, e ancora esiste, una zona grigia in cui praticare la convergenza di spiriti inqueti accumunati dall’impulso nichilista, là dove l’ombra del pensiero non turba le fronti e le mascelle sono volitive. Negli anni di piombo tale humus ha generato i Nuclei Armati Rivoluzionari (NAR), che qualcuno definì “anarchici di destra”, mossi più dalla rivolta, che è infantile spinta pre-politica, che dalla rivoluzione, che è fatto politico. Tale zona grigia è oggi lungi dall’essersi consumata e contiene molta parte dell’insurrezionalismo contrario alla globalizzazione (se vieni da “sinistra) o anti-mondialista (se vieni da “destra”). Le attuali rivolte contro le misure governtive contro la pandemia sono solo l'occasione per assistere al ritorno a casa di queste due anime.

Alla luce di tutto ciò, non pare più strano quanto si racconta intorno alla richiesta di iscrizione al PNF di Berto Ricci. Quando, infatti, giunta agli uffici della segreteria nazionale del partito la pratica, respinta dalla sezione locale con la dicitura “ha dimostrato in passato idee anarchiche”, Arturo Marpicati la accolse apponendo in calce il motivo del rigetto ostativo: ”E noi fascisti non si era forse anarchici?”[14]

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[1] A tal proposito, si rimanda al saggio di L. Pellicani,Fascismo, bolscevismo imperfetto, in “MondOperaio”, 3, 2001, pp. 57-68 e al mio Anarchia come antiutopismo, in “Clio”, 2, XL!, 2005, pp. 353-370.

[2] Rafanelli, L., Una donna e Mussolini, Rizzoli, Milano, 1975

[3] Scrive Romano Guatta Caldini “Cosa difficilmente credibile, considerando la natura a dir poco irruenta di Benitocka, come soleva chiamarlo la rivoluzionaria Angelica Balabanoff, anche lei sua amante dell’epoca e compagna di partito” da “Fondo Magazine (www.mirorenzaglia.org/?p=11202)

[4] Accame, F., Per Leda Rafanelli, A.Rivista Anarchica, n. 269

[5] In, Per Leda Rafanelli, A.Rivista Anarchica, n. 269

[6] Ciato in Leda Rafanelli. Storie d’amore e d’anarchia, in Fondo Magazine http://www.mirorenzaglia.org/?p=11202

[7] Citato in Bobbio, N., Destra e sinistra, Donzelli, Roma, 1994, pag. 60

[8] In Cerrito, G., L’antimilitarismo anarchico in Italia nel primo ventennio del secolo (Pistoia, 1968) citato nell’articolo di Accame

[9] Mussolini, B., Lettera a Cesare Berti, in Opera Omnia, vol. IV, Firenze, 1952, pag.258

[10] Simonetti, W., http://simonettiwalter.blogspot.com/2010/06/laristocrazia-anarchica.html

[11] Renzaglia, M., L’anarco-fascismo da Berto Ricci ai Nar,http://vocedellafogna.wordpress.com/anarco-fascismo-da-berto-ricci-ai-nar.html

[12] http://simonettiwalter.blogspot.com/2010/06/gabriele-dannunzio-anarco.html

[13]http://simonettiwalter.blogspot.com/2010/06/laristocrazia-anarchica.html

[14] Renzaglia, M., op. cit.

Appunti di geopolitica delle "sette". Seconda puntata: Intrigo internazionale

Appunti di geopolitica delle "sette". Seconda puntata: Intrigo internazionale

Luigi Corvaglia Prologo Interno giorno. Io e un ragazzone kazako vestito di un improbabile abito lucido stiamo discutendo in piedi in uno spazio vuoto presso l'OSCE a Varsavia. "Discutere" è un parolona. Lui non parla inglese ed io non parlo russo. Si comunica tramite Google translator. In questo modo si ingannano le lunghe ore di attesa fino all'apertura della segreteria. Dobbiamo iscriverci per intervenire nella sessione sulla libertà religiosa dell'annuale conferenza dell' ufficio per i diritti umani dell'OSCE, l' Office for Democratic Institurions e Human Rights (ODHIR). Siamo sicuri di essere i primi due a parlare in aula plenaria, perchè per garantircelo abbiamo atteso tre ore, in piedi, a digiuno, parlandoci in lingue reciprocamente ignote. Quand'ecco apparire un gruppetto di individui, guidato da una mia vecchia conoscenza. E' Willy Fautrè. Questi è direttore della associazione belga Human Rights Without Frontiers (HRWF) ed è un abituè del meeting OSCE, come me del resto. Fautrè è però di casa anche all'ambasciata americana a Bruxelles ed è stato a lungo corrispondente di News Network International, un gruppo editoriale evangelico statunitense, ferocemente anti-comunista (dove per comunismo si intende qualunque cosa si allontani dall'iper-liberismo) ed estremamente conservatore (anti-abortista, contro il riconoscimento delle coppie omosessuali, ecc.). HRWF, l'associazione che attualmente presiede, afferma di avere quale obiettivo quello di difendere la libertà religiosa nel mondo. In pratica, conduce una serrata attività di propaganda negativa contro il "movimento anti-sette". Il nostro Willy è stato anche membro della International Helsinki Federation for Human Rights (IHF). Le sigle cominciano a diventare troppe. La IHF è stata citata dai media per un paio di cose. Il primo motivo di menzione risiede nel fatto che IHF ha dovuto chiudere i battenti per fallimento nel gennaio 2008 quando un giudice austriaco ne ha condannato l'ex direttore finanziario, l'austriaco Rainer Tannenberger, per l'appropriazione indebita di € 1,2 milioni. Il secondo motivo di attenzione è dovuto al fatto che IHF sembra avesse rapporti con Scientology. Infatti, il corrispondente greco della federazione partecipava a pubblicazioni della Chiesa fondata da Ron Hubbard e la delegazione di Mosca ha pubblicato un libro in collaborazione con Scientology. Fermiamoci un attimo. Mettendo insieme i fatti finora raccolti abbiamo i seguenti dati: 1. esistono degli organismi del governo USA che hanno la missione di difendere la libertà religiosa nel mondo (si veda la prima puntata di questa inchiesta); 2. questi organismi sono diretti - e in parte costituiti - da esponenti del conservatorismo religioso, soprattutto di marca evangelica (sempre nella prima puntata, ma lo vedremo meglio in seguito); 3. a questi organismi statali si affiancano, nella medesima funzione, associazioni non governative delle quali alcuni fra gli esponenti più in vista sembrano provenire dal medesimo mondo; 4. La Chiesa di Scientology appare continuamente nella narrazione dei fatti, ora come fruitrice della protezione da parte di queste aggregazioni, ora come attore contiguo alle organizzazioni stesse. Tutte queste osservazioni, già attestate da quanto esposto, verranno ulteriormente argomentate e suffragate da prove fattuali nel corso del presente report. Partiamo dall'ultima osservazione relativa a Scientology. Les Liaisons dangereuses Nei primi anni 2000, il sito dell'ambasciata americana in Francia raccomandava quale avvocato Kay Gaejens, un noto membro di Scientology. Ovviamente, non è un reato né essere un seguace di Scientology, né essere persona di fiducia dell'ambasciata. Sennonché, si tratta della medesima ambasciata che inviò ad un convegno presso l'Assemblea Nazionale Francese due suoi membri, non invitati, accompagnati da uno dei dirigenti di Scientology in Francia. Altro personaggio operante nel paese transalpino a difesa della libertà religiosa - cioè contro chi contrasta le "sette" - è Louis Dèmeo, un pastore evangelico americano, fondatore dell' Istituto Teologico di Nimes. Questo istituto è affiliato alla Greater Grace World Outreach, una unione di chiese non denominazionali con sede a Baltimora (Maryland) che è stata oggetto di critiche a causa di presunte pratiche settarie. Scrive Bruno Foucherau che la Greater Grace può essere considerata "un compagno di strada" di Scientology. Stacy Brooks, una ex fedele di alto grado di Scientology poi divenuta presidente del Lisa McPherson Trust, una associazione che denuncia le pratiche abusive della chiesa, ha affermato che ricorda perfettamente il leader della Greater Grace, il reverendo George Robertson. Nelle parole della Brooks: "E' in stretti rapporti con i dirigenti di Scientology. Quando la setta, per motivi di immagine, non può intervenire su alcune questioni, chiede a Robertson di farlo al suo posto. E' il loro principale contatto col movimento evangelico". E' su istigazione di Greater Grace che Scientology, nel 1996, riuscì a mandare in bancarotta a forza di processi la principale organizzazione di assistenza alle vittime dei culti distruttivi, la Cult Awarness Network (CAN). La cosa sconcertante è che i numeri telefonici di assistenza, il nome, il logo e le proprietà dell'associazione vennero acquistate dal Sig. Hayes - membro della chiesa di Scientology - che ne concesse l'impiego gratuito a un gruppo californiano, nel cui consiglio di amministrazione siedono, tra gli altri, diversi affiliati a Scientology (si veda qui). In altri termini, Scientology si è fatta una associazione anti-sette! In pratica, è come se la mafia si facesse una associazione antimafia. La nuova CAN è, come si poteva presumere, molto più tenera nei confronti dei gruppi alternativi. Nell'elenco degli esperti della nuova CAN figurano Gordon Melton e Massimo Introvigne. Il secondo è il direttore e fondatore del Centro Studi Nuove Religioni (CESNUR), il primo è il direttore della sezione americana dello stesso CESNUR. A testimoniare i rapporti di cordialità fra parte dell'amministrazione USA e la Chiesa di Scientology c'è anche, tra i documenti pubblicati su Wikileaks, un rapporto secondo cui dopo l'arrivo del Segretario di Stato americano Madeleine Albright in Germania, gli scientologisti tedeschi furono invitati all'ambasciata degli Stati Uniti per un briefing. Col Segretario di Stato americano! Wikileaks ha pubblicato dei cablogrammi dai quali risulta anche che il Consolato Americano ad Amburgo riceveva informazioni sulla task force tedesca su Scientology, ed in particolare sulla nota oppositrice della chiesa Ursula Caberta, da Christoph Ahlhaus, che in seguito sarebbe diventato sindaco della città. Eppure, all'inizio i rapporti fra Scientology e il governo americano non furono sempre cordiali. Negli anni '70, fu portata avanti da Scientology un'opera di infiltrazione e spionaggio delle istituzione americane chiamata operazione Biancaneve, terminata con una irruzione dell'FBI nelle sedi dell'organizzazione. L'operazione prevedeva che il servizio di intelligence di Scientology (allora Guardian's Office, ora Office for Special Affairs - OSA) accedesse illegalmente a 136 agenzie governative, ambasciate straniere e consolati, come organizzazioni private critiche nei confronti di Scientology, per acquisire informazioni e cancellare documenti compromettenti. Questa è stata la più grande infiltrazione nella storia degli Stati Uniti. Nello stesso periodo iniziava una dura guerra di 25 anni fra la chiesa e l'Istituto per le imposte sul reddito, la famosa IRS. Stiamo parlando dell'ente governativo che riuscì a mandare in galera Al Capone per evasione fiscale, quando non si riuscì a farlo per omicidi e traffici. Per 25 anni Scientology chiedeva l'esenzione dalle tasse in quanto ente religioso. Più di 50 processi furono intentati dall'organizzazione contro l'IRS. Nel 1993, l'IRS capitolò inaspettatamente concedendo l'esenzione. Quattro anni dopo, Il New York Times, svelò alcuni interessanti retroscena della vicenda. Un investigatore privato ha raccontato ai giornalisti di essere stato ingaggiato da Scientology insieme a molti altri colleghi col compito di raccogliere informazioni sui funzionari dell'IRS, soprattutto circa negligenze sul lavoro, uso di alcol e droghe, relazioni extraconiugali. Irritualmente, l'esenzione fiscale arrivò su esplicita richiesta del direttore dell'IRS, saltando la normale trafila di autorizzazioni. Il peso della chiesa fondata da Ron Hubbard in ambito politico sembra crescere a dismisura proprio a partire dalla metà degli anni novanta, quando viene iniziata una potente azione di lobbing, minuziosamente descritta da Steven A. Kent, dell'Università dell'Alberta. La chiesa ha finanziato per milioni di dollari la politica e le sue celebrities (Tom Cruise, John Travolta e altri), hanno finanziato personalmente delle campagne elettorali. Secondo Foucherau, nel 1997 Scientology ha versato 725.000 dollari ad una società di lobbing politico, divenuti 420.000 l'anno dopo. Greg Jensen, fra i più prestigiosi leader della chiesa, avrebbe sponsorizzato la campagna del senatore Benjamin A. Gillman, che poi sarebbe diventato presidente della Commission for Religious Freedom dell'Osce (si, quella che portò quasi all'incidente diplomatico per gli attacchi alla politica anti-sette francese al meeting OSCE. Si veda la prima puntata). L'operazione Biancaneve è ormai un ricordo. Di rapporti fra Scientology e i servizi di sicurezza statunitensi, soprattutto la CIA, si è spesso parlato a mezza voce. E' piuttosto chiaro che i servizi segreti sono, per definizione, segreti, pertanto non è dato ai comuni cittadini di conoscerne le attività e, di conseguenza, motivi e modi delle loro frequentazioni. A volte, però, filtrano strane cose. Ad esempio, a metà anni '90, la polizia greca eseguì una irruzione nella sede di Scientology di Atene e confiscò una moltitudine di documenti interni del culto, una parte dei quali fu pubblicata. In alcuni di essi sono contenuti riferimenti all'assistenza fornita dalla CIA alle filiali estere di Scientology. Gli investigatori trovarono migliaia di informazioni sulla vita privata di cittadini e prove di una vera e propria attività di spionaggio. Quando Gerry Armstrong, considerato il nemico numero 1 di Scientology, arrivò in Russia, l'informazione del suo arrivo, perché le autorità prendessero delle misure detentive nei suoi confronti, fu data dall'Ambasciata americana a Mosca. Greg Mitchell, fondatore della The Mitchell Company, è il lobbista ufficiale della Chiesa di Scientology a Washington D.C. ed un membro della Chiesa di Scientology egli stesso. Gli addetti ai lavori dicono che il suo ruolo è quello di aiutare la Chiesa a guadagnare credibilità mainstream con i decisori influenti. E' stato di casa presso le amministrazioni USA succedutesi dopo gli ani '90. Secondo i rapporti di divulgazione della Camera dei Rappresentanti e del Senato degli Stati Uniti, il controverso gruppo religioso ha pagato oltre 1 milione di dollari a Greg Mitchell per condurre la sua opera di lobbying dal 2003. Secondo i registri dei visitatori della Casa Bianca, Gregory Mitchell ha partecipato ad un "Gruppo di lavoro sulla giustizia penale" con l'assistente politico David Pope presso l'Eisenhower Executive Office Building della Casa Bianca il 28 settembre 2009. La chiesa di Scientology è membro informale della ONG chiamato International Religious Freedom Roundtable, co-presieduta da Mitchell. Come scritto sul suo sito ufficiale, la IRFR "lavora per coinvolgere il governo degli Stati Uniti e sollecitare i suoi leader a fare della libertà religiosa una priorità maggiore nella politica estera e nella sicurezza nazionale". Di certo la vicinanza di Scientology con l'amministrazione USA è curiosa, perché nessun altro culto sembra godere della medesima considerazione da parte del governo degli Stati Uniti. Gli si avvicina solo la Chiesa dell'Unificazione del reverendo Moon, che sembra aver portato avanti un percorso gemello a quello di Scientology. I moonies, come vengono gergalmente chiamati i membri del culto, posseggono uno dei maggiori quotidiani americani, il Washington Times! Molteplici componenti del Congresso sono sovvenzionati dalla chiesa di Moon e ben due presidenti, George Bush padre e Gerald Ford, hanno accreditato l'organizzazione partecipando a eventi pubblici della chiesa. Esattamente in quella metà degli anni novanta che vede l'attivazione in Europa delle campagne anti-sette e il proliferare negli USA degli istituti di controllo sulla libertà religiosa, la chiesa di Moon e Scientology sembrano iniziare una proficua collaborazione. Le due chiese diventano poli di aggregazione per moltissimi altri culti minoritari e, in modo più o meno formale, più o meno scoperto, costituiscono alleanze che ricevono l'appoggio delle organizzazioni fondamentaliste cristiane d'America e, per osmosi, dei loro riferimenti politici. Nascono quindi organismi come l'Institute on Religion and Public Policy, una interessante rassegna di varia umanità che va da senatori ultra-conservatori ai moonies e ai seguaci del guru Sri Chimmoy. Ciò non impedisce all'istituto di definirsi "cattolico fondamentalista". Fondatore e presidente ne è stato Joseph K. Griebosky. Nel 2004, una ex dipendente di Griebosky, Daniel Chapman, contattò il noto attivista Gerry Armostrong per dirgli che quando Grieboski aveva avviato l'IRPP nel 1999 riceveva 8.000 dollari al mese da Scientology. È possibile che Scientology abbia pagato per la creazione stessa dell' l'IRPP. Nel Dicembre del 2011, Mark ("Marty") Rathbun, ex scientologista di alto rango, ha pubblicato sul suo blog quello che sostiene essere un documento di Scientology intitolato "Programma Grieboski", datato 29 gennaio 2007, che definiva "obiettivi" o azioni che i responsabili della chiesa ritenevano che Grieboski dovesse intraprendere per risolvere i problemi di Scientology in Europa e per aiutarla a entrare nei paesi musulmani. Con l'Institute on Religion and Public Policy si inaugura, quindi, il fenomeno delle aggregazioni incongrue e dell'ecumenismo paradossale. Ciò diventerà particolarmente evidente negli anni a seguire con l'esplodere di associazioni e federazioni il cui dichiarato intento è quello di effettuare un'azione di lobbing presso organismi politici nazionali e sovranazionali al fine di contrastare l'azione delle organizzazioni di tutela delle vittime dei culti. Ad esempio, l'italiana European Federation fro Freedom of Belief (FOB), l'organizzazione che mi accusava di essere andato in Cina a perseguitare la gente (si veda la prima puntata). Sul proprio sito, questa organizzazione dichiara di essere "una ONG portatrice di interessi, iscritta nel Registro Ufficiale delle Lobby presso il Parlamento e la Commissione UE a Bruxelles e Strasburgo dove rappresenta sei nazioni". Si noti, incidentalmente, che fra i soci fondatori, ed è persona ancora presente nel comitato scientifico, c'è Fabrizio d'Agostini. Nella sua scheda di presentazione manca una informazione fondamentale che è però facilmente reperibile sulle pubblicazioni di Scientology: si tratta di uno scientologista di alto livello. Similare la mission della associazione belga Human Rights Without Frontiers, quella di quel Willy Fautrè che abbiamo incontrato all'inizio, quando irrompeva nell'aula della segreteria OSCE. Non vi ho detto com'è finita. Il gruppetto dei nuovi arrivati si piazzò all'angolo della sala opposto a quello dove mi trovavo io col mio nuovo amico kazako e il belga affermava di essere il primo della fila. Alle nostre rimostranze, il paladino dei "diritti umani senza frontiere" rispondeva con sufficienza che eravamo dalla parte sbagliata della sala e che la fila iniziava con lui (che era arrivato tre ore dopo). Alla mia obiezione che mi sembrava un argomento assurdo, si limitò a dire "hai perso il posto" e si voltò come niente fosse. Lo so, è un episodio minimo e testimonia solo di una educazione discutibile, nulla in confronto alle ambiguità di alto livello e agli intrighi internazionali descritti sopra, ma forse sono proprio le piccole meschinità di alcuni attivisti per i "diritti civili" che descrivono i personaggi meglio di un trattato di geopolitica, vista la cura mostrata per i diritti miei e del mio amico kazako. Dissolvenza. Vai alla terza puntata torna alla prima puntata

Appunti di geopolitica delle "sette". Settima puntata: Inception

Appunti di geopolitica delle "sette". Settima puntata: Inception

Luigi Corvaglia Prologo Nel Maggio del 2019, mentre io ed i colleghi del Centro Studi Abusi Psicologici (CeSAP) eravamo impegnati in un congresso nel centro di Torino, poco distante si svolgeva un'altra manifestazione. Il CESNUR, infatti, stava procedendo alla consegna dei premi FIRMA (Festival Internazionale delle religioni, musica e arti) presso il Salone del Libro. Questo premio è destinato a chi si è distinto nella promozione della pace tramite il dialogo interreligioso. In quella edizione venivano premiati, fra gli altri, Marco Respinti, il direttore di Bitter Winter (che, va detto, "giocava in casa", essendo esponente dello stesso CESNUR), l’apostolo Naasón Joaquín García, guida della Chiesa Luz del Mundo, e Greg Mitchell, fondatore dell’ International Religious Freedom Roundtable. Come nota di colore, va detto che un paio di settimane dopo aver ricevuto il premio come paladino dei diritti umani e autore di opere di carità, Naasón Joaquín García è stato arrestato a Los Angeles con 26 capi di imputazione, fra cui traffico di esseri umani, produzione di materiale pedopornografico e stupro di minori. Il processo è ancora in corso. Benché un personaggio pittoresco come l'apostolo messicano possa rubargli la scena con colpi di teatro del genere, non privi d'ironia, a meritare la nostra attenzione deve essere il vincitore americano del premio, Greg Mitchell. Lo abbiamo già incontrato. E' il lobbista principale di Scientology (seconda puntata). Non solo l'attività di questo fedele della holding religiosa americana è regolarmente riportata nei siti istituzionali, ma lo stesso Mitchell ha dichiarato in una intervista a Business Insider, che l'attività di pressione della chiesa sul governo USA non è attualmente diretta alla promozione di Scientology, quanto a quella della "libertà religiosa". Questo lavoro "comporta spesso la collaborazione con altre organizzazioni religiose per incoraggiare gli Stati Uniti a fare pressione sui paesi stranieri che perseguitano i gruppi religiosi". Ecco qui. Quella della pressione su altri paesi - meglio se non "allineati" - a causa di vere o presunte ingerenze o limitazioni di questi nelle questioni di religione non è quindi una deduzione basata su indizi, ma un dichiarato intento perseguito da una varietà di attori che, anche con motivazioni differenti, trovano congruente tale agire. Una confluenza di interessi anche se con fini teoricamente confliggenti. Ecco che dei fondamentalisti cristiani trovano utile la difesa di culti lontanissimi dal cristianesimo. Un esempio di questa convergenza lo troviamo nell'articolo pubblicato dalla European Federation for Freedom of Belief (FOB) citato nella prima puntata di questo reportage. Questo chiedeva l'allargamento dei paesi inclusi nella watch list della US Commission for International Religious Freedom (USCIRF) a tutti quelli in cui operassero associazioni o individui afferenti alla Federazione anti-sette FECRIS. Questi paesi andrebbero ad aggiungersi a quelli "tradizionali", come Francia, Russia e Cina. Riguardo la Russia, che è stato argomento della quarta puntata, il ruolo di Scientology, che è stata messa al bando in quel paese, nell'attivazione della campagna che ha raggiunto le vette del grottesco che abbiamo descritto, potrebbe essere stato considerevole. Infatti, nel 2012, Mitchell ha preso due pagamenti di 20.000 dollari ciascuno da Scientology per fare pressione sull'Ufficio della Casa Bianca, il Dipartimento di Stato, il Dipartimento di Giustizia e altri uffici per un più forte impegno degli Stati Uniti sulle "crescenti restrizioni della Russia... che contribuiscono a un'atmosfera di intolleranza e discriminazione contro le comunità religiose e i loro singoli membri". Sulla questione russa, Mitchell ha fatto circolare una lettera firmata da "35 organizzazioni religiose e per i diritti umani", compresa la stessa Chiesa di Scientology, che esprimeva preoccupazione per la situazione. Si ritiene che questi gruppi siano membri di una organizzazione "informale" chiamata International Religious Freedom Roundtable, co-presieduta dallo stesso Mitchell. L'altro co- presidente è Chris Seiple. Anche questi lo abbiamo già incontrato. E' stato il primo presidente dell'Office of International Religious Freedom (OIRF)! (si veda la prima puntata). Attualmente, Seiple è anche direttore dell'Institute for Global Engagement (IGE), definito "a think- and do-tank che opera all'intersezione di religione, realpolitik e riconciliazione". Questo ex marine evangelico conservatore è stato anche consulente della segretaria di stato americana, co-presiedendo il gruppo di lavoro sulla religione e la politica estera, le cui raccomandazioni hanno portato alla creazione dell'Office of Religion and Global Affairs. Connessione strettissima, quindi, fra amministrazione USA e Scientology. Il cerchio è chiuso. La domanda è: "se è chiaro perché Scientology ha bisogno dello Stato, perché lo Stato ha bisogno di Scientology? Eterogenesi dei fini Nel 2019 Il gruppo di facciata di Scientology Fundación para la Mejora de la Vida, la Cultura y la Sociedad ha ricevuto lo Status Consultivo Speciale dalle Nazioni Unite. La fondazione è guidata da Ivan Arjona Pelado, un membro senior dell'intelligence della chiesa, l'Office for Special Affairs (OSA). Questo status migliorerà la capacità di Scientology di colloquiare con le Nazioni Unite e gli permetterà anche di organizzare conferenze sotto l'ombrello dell'ONU, attirando nuovi alleat politici da tutto il mondo. L'anno precedente, Ivan Pelado, Greg Mitchell e Eric Roux, figura apicale di Scientology in Europa e capo dell'OSA, hanno partecipato ad un summit sulla libertà religiosa a Bruxelles organizzato dalla ACRE, l' Alleanza dei Conservatori e Riformisti in Europa. Si tratta di un gruppo politico euroscettico presente nel Parlamento Europeo. I partecipanti più prestigiosi sono stati Ahmed Shaheed, relatore speciale sui diritti umani al Consiglio dei diritti umani delle Nazioni Unite, e Sam Brownback, ex governatore del Kansas e, fino all'elezione di Biden, ambasciatore degli Stati Uniti per la libertà religiosa internazionale. L'ufficio di Brownback pubblicava il rapporto annuale del Dipartimento di Stato sulla libertà religiosa internazionale. Ad eleggere Brownback nel 2018 ambasciatore della libertà religiosa internazionale è stata l'USCIRF. Fra gli altri relatori c'erano Willy Fautrè, il presidente di Human rights Without Frontiers (HRWF), il tizio che mi fregò il posto in fila all'OSCE (seconda puntata) e Patricia Duval, un'avvocato francese che manca raramente nei panel di Scientology e che figura nel comitato scientifico della italiana European Federation for Freedom of Belief (FOB) ed è fra i contribuitori di Bitter Winter e del Journal of CESNUR. C'era anche Bashy Quraishy, della EMISCO, una associazione che combatte il pregiudizio antiislamico ma che stranamente conduce una battaglia contro il movimento anti-sette. Ero personalmente presente a Copenhagen nel 2013 quando si infiltrò al congresso FECRIS fingendosi un giornalista accreditato. Cominciò a chiedere al presidente perché la FECRIS ricreava l'inquisizione. Riconosciuto, fu scacciato. Giù lo attendeva un gruppo di scientologisti. Il giorno dopo affermò dalla sua TV privata di essere stato malmenato da FECRIS. Gli intrecci ed i piani sono complessi come in un film di Christopher Nolan. Un altro ambito coinvolto in questo tema, infatti, è quello del mondo delle associazioni "cristianiste" (termine usato per definire l'uso del cristianesimo per fini politici) e pro-mercato il cui prototipo è l'Acton Institute, fondato nel 1990 da Robert Sirico e Betsy DeVos. Il primo è un sacerdote cattolico seguace dell'anarcocapitalismo, già pentecostale, che ha nella sua storia l'arresto per aver organizzato nel 1976 un'asta di schiavi maschi trovati nudi con parafernalia sado-maso in un club di Los Angeles. La seconda, la DeVos, appartiene alla famiglia proprietaria di Amway. Quest’ultima organizzazione, e altre a questa connessa, finanziano l’Acton Institute, che, tra l’altro, ha la sede nella stessa città in cui è Amway, Grand Rapids in Michigan. Amway è una multinazionale della vendita multilivello (Multi Level Marketing, MLM) di saponi e detergenti vari i cui dirigenti sono militanti evangelici strettamente connessi alla Destra economica, politica e militare americana e che affermano di parlare direttamente con Dio. Molti distributori di Amway sono Scientologisti (anche in Italia). Del resto, in America si usa dire "Amway is much like Scientology, but with soap". Questa multinazionale dello schema di vendita piramidale è, a sua volta, parte di un enorme Network di organizzazioni cristo-liberiste denominato Atlas Network e controllato dall’Atlas Institute che fa esplicito riferimento al pensiero di Ayn Rand. Questa era una pensatrice che esaltava le virtù dell’egoismo e del capitalismo, nonché autrice del romanzo “superominista” Atlas Shrugged, da cui il nome adottato dall’Istituto. Ayn Rand è una fonte di ispirazione di parte del pensiero libertarian. Molti, però, non si riconoscono nella sua assoluta mancanza di pietà e di carità nei confronti del prossimo. Infatti, la Rand riteneva “immorale” l’altruismo. Poco cristianamente, il personaggio di riferimento della galassia di queste associazioni cristiane riteneva che sacrificarsi per gli altri fosse ingiusto e immorale. Nel 1992 Sirico, grazie all’arcivescovo vietnamita Francois X. Nguyen Van Thuan, Presidente del Pontificio Consiglio della Giustizia e della Pace, ebbe accesso al Vaticano. Nel 2004 apparve addirittura fra gli editori del Compendio della dottrina sociale della Chiesa, la stessa dottrina che Sirico, da liberista sfrenato, ha contrastato per tutta la vita. Nel 2001, Robert Sirico era stato fra i firmatari in Italia di un Manifesto a favore della globalizzazione capitalistica insieme a Michael Novak, massimo teorico dei teocon, e larga parte del direttivo di Alleanza Cattolica, l’organizzazione di cui è stato Reggente Vicario, Massimo Introvigne, fondatore del CESNUR e direttore della rivista Bitter Winter (quella che è centrata sulle persecuzioni cinesi delle minoranze religiose). Componenti delle strutture governative americane votate alla difesa del pluralismo religioso sono stati o sono ancora esponenti di rilievo delle organizzazioni affiliate alla costellazione che fa capo alla Amway e all'Atlas Network. Prendendo solo l'USCIRF, la commissione bipartisan sulla libertà religiosa internazionale che stilò il report da cui è partito questo nostro viaggio nella geopolitica dei culti (cioè il report che chiedeva a Trump di ostacolare il mio lavoro all'OSCE) , troviamo esponenti della Federalist Society (come Leonard Leo, chairman di USCIRF nel 2009), dell' American Enterprise Institute (come John R. Bolton, ex commissario) o di organizzazioni a queste connesse, come la Hudson Institute (è il caso di Nury Turkel, commissario). Nel 2018 l'USCIRF confermava Ambasciatore della libertà religiosa internazionale il senatore Sam Brownback, incontrato poco sopra fra i relatori del congresso di Bruxelles insieme a Scientology e ai politici euroscettici. La sua campagna elettorale in Kansas è stata finanziata dalle Industrie Koch, appartenente ai fondatori dell'organizzazione anarco-capitalista, legata ad Amway, Americans for Prosperity. In definitiva, ci troviamo ora a contemplare questo scenario: il fronte a "difesa della libertà religiosa" è composto da un groviglio difficilmente districabile di entità. Esse possono suddividersi in - governative (come le tre del governo USA); - gruppi di pressione non governativi ma attivi nei consessi internazionali come OSCE e Consiglio d'Europa (come la Human Rights Without Frontiers - HRWF, la European Federation for Freedom of Belief - FOB e Coordination des associations et des particuliers pour la liberté de conscience - CAP LC). Possiamo chiamarle associazioni di "lobbying"; - gruppi "cristianisti" orientati verso il conservatorismo politico ed economico (Atlas Institute, Amway, Acton, ecc.).; - un centro studi (CESNUR) - una rivista (Bitter Winter) e - vari culti (primo fra tutti Scientology). I reciproci contatti fra queste entità sono talmente stretti che difficilmente fra un un nodo della rete ed un altro si superano i due nodi intermedi. Spesso esistono delle complete sovrapposizioni. Per fare degli esempi, guardiamo le organizzazioni di attivisti contro il movimento anti-sette. Fra le associazioni fondatrici di FOB ci sono vari culti controversi - ad esempio, c'è Soteria International, connessa a MISA Yoga, del discusso guru del sesso, Gregorian Bivolaru (ricercato dall'Europol) - ma, soprattutto, fra le sue figure di maggior rilievo c'è un esponente di Scientology di alto livello. Questo vale anche per CAP LC. A loro volta, componenti di CAP LC sono membri anche di FOB. Nel comitato scientifico di FOB siede la moglie del direttore del CESNUR, che invece è un centro studi che non dovrebbe avere una parte da "attivista" in questo screenplay. Del comitato consultivo, sempre di FOB, fa parte anche un esponente di punta del cattolicesimo tradizionalista italiano, Marco Respinti. Egli è membro di Alleanza Cattolica, l'organizzazione di cui è stato Reggente Vicario Massimo Introvigne. Respinti è anche direttore responsabile di Bitter Winter, la rivista del CESNUR, nonchè del CESNUR Journal. E' inoltre senior fellow del Russell Kirk Center, organismo devoto alla promozione del conservatorismo tradizionalista. Siamo sempre in quell'area culturale che è gradita da tanti commissari governativi e componenti delle associazioni "cristianiste". FOB pubblica gli articoli di Bitter Winter e il Dipartimento di Stato USA, nel suo report 2021 sulla libertà religiosa ammette candidamente che gran parte delle informazioni sulle persecuzioni in Cina sono fornite proprio dalla rivista torinese. Ripeto: non una commissione consultiva del governo come l'USCIRF, ma addirittura il Dipartimento i cui documenti rappresentano la posizione ufficiale degli Stati Uniti, stila un report pubblico, con informazioni sulla Cina, che dovrebbe guidare le politiche americane, con informazioni fornite da una rivista pubblicata da una onlus di Torino. Il suo direttore, giustamente, se ne vanta scrivendo “I lettori di Bitter Winter ci perdoneranno se menzioniamo che, nella sezione sulla Cina, Bitter Winter rimane, come nel rapporto dell’anno scorso, la singola fonte più citata. Siamo stati citati 74 volte nel 2020. Le citazioni sono diventate 85 nel 2021.” Ora, abbiamo chiarito che 1. le associazioni "cristianiste" pro-mercato (Atlas Institute, Amway, Acton Institute, Federalist Society, ecc.), le commissioni governative per la libertà religiosa e il Dipartimento di Stato USA possono eufemisticamente definirsi molto vicine (vedere sopra e anche la terza puntata). Basti pensare che Sam Brownback, ex governatore del Kansas e ambasciatore degli Stati Uniti per la ibertà religiosa internazionale (eletto dall'USCIRF), presidente dell' International Freedom Summit 2022, è vicino al mondo Amway e guida l'ufficio che pubblica il rapporto annuale del Dipartimento di Stato sulla ibertà religiosa internazionale (quello che cita la rivista CESNUR come fonte). 2. Le connessioni fra Scientology e alcuni settori amministrazione USA sono più di una intuizione e più di qualche evidenza al riguardo è emersa (vedere la seconda puntata e anche questa); 3. Scientology ed altri gruppi sono connessi a varie organizzazioni "di lobbying" (FOB, HRWF, CAP LC, vedere seconda, quarta e quinta puntata); 4. La libertà religiosa è da sempre utilizzata come strumento geopolitico in un'ottica di soft power (vedere quinta puntata) . Ognuno può trarre le proprie conclusioni. Faccio le mie: ne La Mafia des Sctes, Bruno Foucherau parla di finanziamenti della CIA alla Chiesa di Moon e di corsi di formazione per guru gestiti dalla stessa Agenzia. Rapporti fra intelligence statunitense e le "sette" sono stati insomma più volte rimarcati. Facendo un ulteriore passo avanti, possiamo dire che la salvaguardia del pluralismo religioso permette a qualche stato di utilizzare il mancato rispetto della libertà di culto per tenere sotto pressione internazionale altri paesi. Ciò può significare anche finanziare alcuni gruppi, e non solo a fini di polarizzazione sociale e sovversione. Ad esempio, creare ex novo un culto in un paese non influenzabile in altro modo può garantire gli sforzi retroattivi di quel governo per sopprimerlo, permettendo la messa in evidenza del carattere totalitario di quel paese. I culti legati al governo ne trarrebbero a loro volta vantaggio. Di rapporti economici fra amministrazione USA e il culto cinese del Falun Gong ci sono, per esempio, delle evidenze (vedi la quinta puntata) . C'è però un problema. Infatti, ciò che succede in un paese chiuso e non democratico, soprattutto se non lusinghiero per il governo, è ben difficile che possa trapelare all'estero. Fatto è che la divulgazione di queste notizie è fondamentale per l'azione di influenza internazionale. E' quindi necessario un megafono internazionale che divulghi questi fatti. Nel caso di Falun Gong, buona pare di questa opera di diffusione delle malefatte del Partito Comunista Cinese viene fatta dal quotidiano dello stesso culto, The Epoch Times. Non si sa nulla, invece, sotto questo punto di vista, del culto più perseguitato (e più difeso) degli ultimi anni, cioè la Chiesa del Dio Onnipotente. Questa religione è accumunata al Falun Gong anche dal fatto che i suoi membri subirebbero la medesima pratica dell'espianto di organi. Si sa solo che questo movimento religioso dispone di cifre di denaro colossali e che buona parte delle informazioni sulle persecuzioni di cui è vittima sono conosciute in Occidente grazie alla rivista quotidiana multilingue Bitter Winter, non a caso fonte preferita dell'USCIRF e del Dipartimento di Stato USA sulle questioni cinesi (vedere sopra). In definitiva, fatta una lettura "sinottica" di Falun Gong e Chiesa del Dio Onnipotente, Bitter Winter sembra una versione di pregio di The Epoch Times. L'aver espresso queste considerazioni ha prodotto una mia difesa non richiesta da parte della stampa cinese dagli attacchi del mondo degli "apologeti dei culti". Ciò mi ha garantito la famosa accusa di collaborazionista in omicidi, torture ed espianto di organi. È il mio ballo e io lo ballo.

Appunti di geopolitica delle "sette". Sesta puntata: Quei bravi ragazzi

Appunti di geopolitica delle "sette". Sesta puntata: Quei bravi ragazzi

Luigi Corvaglia Prologo Osservate bene fotografia. E' stata scattata al meeting dell'OSCE a Varsavia. Quello è un tavolo al quale siedo ogni anno. In prima fila, da sinistra, il delegato di Scientology, accanto a lui Massimo Introvigne, il direttore del CESNUR e di Bitter Winter, poi Willy Fautrè di Human Rights Without Frontiers, per ultimo Alessandro Amicarelli della European Federation for Freedom of Belief (FOB). In seconda fila, dietro al rappresentante di Scientology, la delegata di Coordination des Associations et des Particuliers pour la Liberté de Conscience (CAP LC). Quest'ultima associazione francese che difende la "libertà religiosa" fu creata nel 2002 da Thierry Bécourt, ex membro dell'associazione Omnium des Libertés. Becourt era influenzato dall'esoterismo di Alice Bailey ed è stato il fondatore dell'Institut de Psychanimie, votato alla diffusione della teosofia. La Omnium del Libertès, da una cui scissione CAP LC è nata, fu fondata nel 1996 dal cantautore Joël Labruyère, adepto di Scientology. Attuale presidente di CAP LC è Thierry Valle, un uomo simpatico col quale mi ritrovo anche spesso a chiacchierare al bar dell'Hotel Sofitel di Varsavia. Lui sfotte me e io sfotto lui. Nel 2015, degli "hackers etici" francesi attivi contro Scientology, studiavano le foto di una nota adepta della chiesa, Françoise Morel, ripresa davanti ad una sede della Citizen Commission for Human Rights (CCHR), una delle organizzazioni di Scientology. Si chiedevano chi fosse l'uomo che vedevano sempre accanto a lei. La foto sono quelle riportate sotto. Si, era Thierry Valle. Gli autori dell'articolo in cui si riporta la fotografia ipotizzano che Valle faccia parte dell'OSA (Office for Special Affairs), l'intelligence di Scientology. Ritornando alla fotografia iniziale, possiamo ricapitolare la formazione. Abbiamo Scientology, CESNUR-Bitter Winter, poi HRWF, FOB e infine CAP LC. Tutte entità in qualche modo connesse fra loro. La prima cosa che balza agli occhi dell'osservatore è che, a parte il rappresentante di Scientology che non si era avveduto della cosa, tutti quanti sorridono alla medesima macchina fotografica, perfino la rappresentante di CAP LC in seconda fila. Sono un combo. Un unico gruppo di attivisti che svolge una azione coordinata di lobbying presso gli organismi internazionali al fine di contrastare le azioni e le politiche che potrebbero ostacolare una certa visione della difesa della "libertà religiosa". Una visione, invero, peculiare, come abbiamo visto indagando il background dei protagonisti. Religione e intelligence a) Catholic Intelligence Agency La CIA utilizza la religione come strumento di spionaggio da prima della sua esistenza. Infatti, Allen Dalles, che diresse l'agenzia nei primi anni, aveva già utilizzato i gruppi religiosi come copertura per operazioni di intelligence anche quando era responsabile dell' Office for Strategic Services (OSS), l'ente progenitore della CIA. All'inizio fu il cattolicesimo. Nel suo Errand into the Wilderness of Mirrors, Michael Graziano rievoca l'Office of Strategic Services della seconda guerra mondiale, per spiegare come il cattolicesimo "divenne il modello attraverso il quale la comunità dell'intelligence poteva comprendere e manipolare le altre religioni mondiali". Fu operando sotto la copertura del profondo potere persuasivo della Chiesa che l'OSS mobilitò le popolazioni europee contro i loro occupanti nazisti (e poi sovietici). L'agenzia collaborò anche con la Catholic International Press, attraverso il prete belga Felix Morlion, in quella che chiamò "Operazione Pilgrim's Progress". Scrive Graziano che "gli analisti americani spesso presumevano che gli interessi cattolici - e quelli del Vaticano più specificamente - quadrassero perfettamente con gli obiettivi degli Stati Uniti". Infatti, una volta che l'Agenzia ha iniziato a incontrare altre religioni mondiali nel corso della guerra fredda - lo scintoismo in Giappone, il buddismo nel sud-est asiatico, e soprattutto l'Islam in Iran - ha dato per scontato che "gli Stati Uniti e le religioni del mondo [fossero] alleati naturali" nella lotta contro il comunismo ateo. Alla fine della guerra, gli ex agenti dell'OSS entrarono nella neonata Central Intelligence Agency (CIA), portando con loro l'esperienza e le reti necessarie per rendere operativo lo strumento religione nelle attività clandestine. Funzionari della CIA come Allen Dulles, Kermit Roosevelt, Miles Copeland, William Eddy e James Jesus Angleton non esitarono a usare la religione come strumento transazionale. Ecclesiastici americani, missionari e l'evangelico Billy Graham collaborarono segretamente con la CIA. Nel 1975, una rapporto del senato USA rivelava l'utilizzo di vari sacerdoti e missionari americani per la raccolta di informazioni in vari paesi. Esistono molte evidenze di finanziamenti americani a chiese, cristiane e non. Ad esempio, la CIA ha finanziato le chiese in Kerala, in India, e questa interferenza nella politica indiana è venuta alla luce nel 1978 quando l'ex ambasciatore in India, Daniel Patrick Moynihan, ha pubblicato le informazioni nel suo libro A Dangerous Place. Oltre a interferire nel Kerala, le chiese americane hanno fornito un ampio sostegno ai terroristi del Nagaland. Questi terroristi ricevevano un aiuto palese dall'establishment americano sotto forma di cosiddetti rapporti sui diritti umani e dichiarazioni pubbliche di sostegno da politici di alto profilo come Jimmy Carter. Cominciamo a vedere come i report sui diritti umani siano un'arma utilizzata a piacimento pro o contro gruppi e istituzioni a seconda se favoriscano o ostacolino gli interessi dell'amministrazione USA (ricordate il report USCIRF 2020?). b) la bancada evangelica Il primato del cattolicesimo, che era tale da aver fatto soprannominare la CIA "Catholic Intelligence Agency", è caduto nel tempo. In America Latina, continente cattolico per eccellenza, la chiesa di Roma sta perdendo sempre più terreno a favore delle varie denominazioni evangeliche. Uno dei motivi di ciò è nel fatto che durante l’intera Guerra fredda la posizione degli evangelici più conservatori è stata sostenuta direttamente dagli Stati Uniti, che vedevano nel gruppo religioso un utile baluardo contro il comunismo in Latinamerica, area in cui la teologia della liberazione aveva fatto prendere una connotazione pericolosa al cattolicesimo. L'influenza evangelica sulla società di questi paesi è oggi enorme per il potenziale elettorale. La diffusione in America Latina delle chiese evangeliche, soprattutto neo-pentecostali, che dispongono di ingenti finanziamenti che le rendono più “concorrenziali” rispetto alla Chiesa Cattolica, ha contribuito alla salita al potere di personaggi e di forze politiche “di destra”, vicine agli interessi dei poteri economico-finanziari, soprattutto americani. Dietro a questi fenomeni pare esserci una strategia ben precisa di sostituire i cristiani “cattolici di sinistra” (perché attenti al sociale), con i cristiani “evangelici di destra” (molto attenti alle questioni morali, ma molto poco a quelle sociali). c) Instrumentum regni Tutto questo ci fa capire che la religione può essere uno strumento utile ad alcuni governi per almeno tre finalità. La prima, attestata e riconosciuta, è quella dello spionaggio. Non è necessario che si utilizzino chiese e religioni maggioritarie. A ben pensarci, i culti minoritari - soprattutto se dispongono di proprie strutture di intelligence, come Scientology, per esempio - , sono perfetti a questo scopo, soprattutto in paesi in cui le religioni maggioritarie sono difficilmente infiltrabili o strettamente connesse coi governi. E' il caso della Russia, dove nello sbando che seguì al crollo dell'URSS, fiorirono gruppi spirituali ed alternativi di ogni specie, in gran parte finanziati dagli USA, ma anche della Cina, il paese delle inspiegabilmente ricche Falun Gong e Chiesa del Dio Onnipotente (circa i rapporti della prima con l'amministrazione, o settori dell'amministrazione, USA si è detto nella quinta puntata). La seconda utilità delle religioni come instrumentum regni sta nel poter diluire l'identità religiosa di alcune popolazioni innestandovi nuovi tipi di riconoscimento reciproco (in-group) che diventano elettorati manovrabili, quando non utili per processi di polarizzazione sociale che possono sfociare in rivolte o vere rivoluzioni. Il primo caso lo abbiamo visto in America Latina con la sponsorizzazione del pentecostalismo fondato su quel Vangelo della prosperità che permea un'importante parte della destra religiosa statunitense. Esiste però una terza funzione della difesa ad oltranza dei culti minoritari da parte di un ambiente che, come abbiamo visto, dovrebbe esservi ostile. Infatti, dice molto bene il giornalista indiano Arvind Kumar quando afferma che l'intreccio fra accademici, CIA e religione si è manifestato negli anni '90 durante il processo che ha portato al varo dell'International Religious Freedom Act e quindi all'istituzione dell'Office for International Religious Freedom e della United States Commission for International religious Freedom (USCIRF) . Dice altrettanto bene che la vantata "libertà religiosa" di questi organismi è in realtà "un eufemismo per la propagazione del cristianesimo utilizzando risorse governative"; il problema è che gli sfugge l'aspetto centrale della faccenda e cioè che la proclamata difesa del pluralismo religioso permette di tenere sotto pressione alcuni paesi denunciandone il non rispetto del diritto alla libertà di culto. Tale denuncia, ovviamente, non si applica a paesi amici altrettanto illiberali e ostili al pluralismo, ad esempio l'Arabia Saudita, ma è un ottimo strumento da puntare contro paesi che sono meno utili o che sono competitori nello scenario geopolitico. Nel suo libro la Mafia des Sectes, Bruno Foucherau scrive espressamente che gli Stati Uniti finanziano gran parte delle organizzazioni spirituali più potenti. Che queste non siano pure illazioni si vedrà nella settima puntata, quando si punterà il dito sull'opera di lobbying di Scientology finalizzata proprio alla "pressione su paesi stranieri" sulla base del loro non rispetto della "libertà religiosa". Alla luce di tutto ciò, possiamo cominciare a guardare sotto un'altra luce lo strano groviglio di commissioni statali, fondamentalisti religiosi, associazioni per la libertà di culto, Scientology e altri culti discussi, tutti connessi l'uno all'altro da massimo un anello di congiunzione. Alla prossima puntata. prima puntata seconda puntata terza puntata quarta puntata quinta puntata

Appunti di geopolitica delle "sette". Terza puntata: La parola ai giurati

Appunti di geopolitica delle "sette". Terza puntata: La parola ai giurati

Luigi Corvaglia Prologo Facciamo un gioco mentale. Se tu lettore fossi membro di una associazione che difendesse i calvi dalle discriminazioni dei muniti di capelli, useresti mai un parrucchino? Ritengo che la risposta sia no. Se tu, però, lo facessi comunque per vanità e qualcuno, a conoscenza del turpe segreto (cosa c'è di più turpe di un tupè?), lo rivelasse pubblicamente, avresti tu il diritto e, soprattutto, la faccia di minacciarlo di querela per diffamazione? Credo proprio di no. Primo, perché non è diffamazione, è la verità, secondo perché, se la tua battaglia dichiarata è difendere i calvi dalla discriminazione dei pilo-muniti, prendere le distanze dalla tua calvizie, quasi fosse cosa indegna, rappresenterebbe una discriminazione dei calvi. Uno che si comportasse così, sarebbe illogico o ipocrita. Bene, il caso si è posto esattamente in questi termini quando, nel Gennaio del 2016, la rivista Linkiesta pubblicò un articolo di Carmine Gazzanni contenete anche una mia intervista. Vi si affermava che la European Federation for Freedom of Belief (FoB), l'associazione che chi ha letto le prime due puntate conosce bene, era un gruppo di pressione (cosa rivendicata dalla stessa FOB sul proprio sito ufficiale) e che alcuni dei suoi componenti, anche apicali, dell'epoca erano membri di culti e gruppi molto controversi. Uno dei fondatori era un seguace di Scientology d'alto livello. La cosa interessante è che la reazione subitanea di FOB fu una replica sulla medesima rivista in cui si minacciava di querela per diffamazione l'autore dell'articolo e me. Risposi sulla medesima pagina: " Non credo che nessuno, dentro o fuori la FOB, avrebbe l’ardire di affermare che Scientology, per dirne una, non è una organizzazione quantomeno “controversa”. Eppure il direttivo FOB scrive che questa affermazione è “lesiva”. Perché? Se esser parte di organizzazioni anche controverse è il diritto che la FOB difende a spada tratta, perché affermare che anche i suoi componenti ne fanno parte sarebbe lesivo?! Forse che una associazione che difende i diritti dei gay si sentirebbe offesa ad essere accusata del fatto che alcuni dei suoi componenti sono omosessuali? Un curioso incartamento logico che può spiegarsi solo col timore del board della FOB che ciò possa insinuare dei dubbi sui reali obiettivi della Federazione. Che questi siano solo dubbi è vero, che siano scomodi è comprensibile, ma che siano legittimi è sicuro e dimostrato anche dal fatto che la stessa FOB si preoccupa di non mettere in evidenza tali connessioni." Ecco, questo episodio è emblematico ed esemplare del confronto in corso, presentando tutte le caratteristiche distintive della situazione: lobbing e ambiguità, front office e back stage, doppi standard ed incartamenti logici. E' quindi arrivato ora il momento di ritornare alla scena da cui era partito il nostro percorso, quello della condanna da parte della US Commission for International Religious Freedom (USCIRF) delle attività della FECRIS (si veda la prima puntata). La parola ai giurati Chiariti scenario e attori, alzare il velo sull' USCIRF risulterà di particolare interesse. L'USCIRF, come è scritto sul sito ufficiale, è una “U.S. federal government commission”, un organo consultivo la cui vantata indipendenza risiederebbe tutta nel fatto di essere “bipartisan”, cioè di non essere espressione di un solo partito. È costituita da soli 9 componenti, 5 del partito del Presidente e 4 del maggior partito d’opposizione. Secondo l'USCIRF, studiosi, attivisti ed associazioni che difendono i diritti delle vittime dei culti metterebbero in atto "campagne di odio" e limiterebbero i diritti civili. Il report 2020 riporta anche la raccomandazione per il Presidente americano di combattere la propaganda contro i nuovi movimenti religiosi diffusa dalla Federazione europea dei centri di ricerca e di informazione sul settarismo (FECRIS) all’annuale conferenza sulle Dimensioni Umane dell’OSCE, condividendo informazioni che riguardino il costante coinvolgimento di singoli individui e di enti, che operano come parte del movimento anti-sette, nella soppressione della libertà religiosa (sic...). In pratica, vi si suggerisce di tenere sotto controllo individui (!!) ed enti che operano nel contrasto delle sette abusanti... All'epoca della stesura del report 2020 il presidente era Donald Trump. Conoscere quale fosse la composizione della commissione che ha stilato quel documento regala sorprese e curiosità varie. Il vice presidente era Tony Perkins. Questi è anche presidente del Family Research Council, un’organizzazione fondamentalista Protestante. Il Family Research Council si oppone a pornografia, ricerca sulle cellule staminali embrionali, aborto, divorzio e diritti LGBT (come le leggi contro la discriminazione, il matrimonio tra persone dello stesso sesso, le unioni civili tra persone dello stesso sesso e l’adozione LGBT). Il FRC ritiene che “la condotta omosessuale sia dannosa per le persone che la praticano e per la società in generale, e non può mai essere affermata”. È quindi un vizio e un peccato. La pedofilia sarebbe un problema legato all'omosessualità. Posizioni discutibili ma lecite, ovviamente, però non quelle che ci si aspetterebbe da chi deve giudicare su discriminazioni e “discorsi d’odio”. Infatti, nel 2010, il Southern Poverty Law Center ha classificato l’FRC come un gruppo d’odio anti-gay a causa di quelle che sono le “false affermazioni del gruppo sulla comunità LGBT basate su ricerche screditate e scienza spazzatura” nel tentativo di bloccare i diritti civili LGBT. Il sito di informazione OpenDemocracy ha pubblicato l’elenco delle associazioni della destra religiosa USA che hanno finanziato campagne per contrastare l’educazione sessuale, la contraccezione, l’aborto e i diritti LGBT in Africa, e FRC compare in questa lista. Un altro componente dell' USCIRF era Gary L. Bauer, che della FRC è l’ex presidente. Nel novembre 2009, Bauer ha firmato una dichiarazione ecumenica nota come “Manhattan Declaration” che invita i cristiani evangelici, cattolici e ortodossi a non rispettare le regole e le leggi dello Stato che, secondo loro, costringerebbero a partecipare o semplicemente ad ammettere l’aborto, il matrimonio tra persone dello stesso sesso e altre questioni che vanno contro la loro coscienza religiosa. Appare quantomeno singolare che chi invita a non rispettare le leggi e che si oppone con forza al riconoscimento dei diritti sanciti dalla Costituzione sia componente di una commissione che vigila sul rispetto dei diritti civili e della libertà. Altro componente era Johnnie Moore. Questi è “evangelical advisor” di Trump, e fautore dell’egemonia americana. È il presidente del Congress of Christian Leaders, un gruppo attenzionato da Right-Wing Watch, un organismo indipendente che monitora tutti i gruppi di eversivi di destra. Nadine Maenza, un altro membro della commissione, è Direttore esecutivo del Rick Santorum’s Patriot Voices PAC per la difesa dei valori conservatori. Ovviamente, si oppone all’aborto e al matrimonio tra persone dello stesso sesso, e ha abbracciato durante il suo mandato al Senato l’immagine del “guerriero culturale” nella guerra contro le libertà civili. Santorum è adepto del gruppo Regnum Christi, legato ai Legionari di Cristo, gruppo molto controverso al centro di un enorme scandalo. Mentre era in carica come senatore, Santorum era stato autore dell’Emendamento Santorum, che promuoveva l’insegnamento nelle scuole del creazionismo e del disegno intelligente opponendosi all’insegnamento della teoria dell’evoluzione. Un altro componente è Nury Turkel, senior fellow dell'Hudson Institue, un think tank statunitense di orientamento conservatore. Se almeno quattro - e in realtà i conservatori sono già 5 - su nove componenti presentano caratteristiche che non li renderebbero adatti a giudicare su chi pratichi discorsi d’odio, discriminazione o ostacoli i diritti civili, ciò significa che con un solo voto ulteriore si possa costituire la maggioranza. È poi interessante sapere che una componente illustre dell’USCIRF, nonché sua ex vice-presidente, Kristina Arriaga de Bucholz, ha dato le dimissioni nel 2019 a causa delle “pesanti interferenze del Foreign Affair Committee del Senato U.S.” nelle attività della Commissione. Ciò pone un’ipoteca sull’autonomia dell’USCIRF. Paradossalmente, però, la Arriaga ha lamentato anche che le nuove norme imposte hanno ampliato la missione dell’USCIRF fino a includere il monitoraggio dell'”abuso della religione per giustificare le violazioni dei diritti umani”. Questa espansione permetterebbe a un’eventuale USCIRF costituita da persone attente ai diritti civili di denunciare, per esempio, la segregazione sessuale durante le funzioni religiose, le mutilazioni genitali o le religioni che si oppongono alle relazioni omosessuali. Permetterebbe, altresì, di condannare gli abusi che avvengono nei culti totalitari, le cosiddette “sette”. “ In altri termini, ciò che alla Arriaga non piaceva era l'idea che una commissione per la difesa di un diritto umano, quello di culto, si occupasse di difendere anche tutti gli altri diritti nel caso in cui entrassero in conflitto con quello privilegiato (talmente privilegiato da avere ben tre organismi a sua tutela). "Benché sorpreso delle sue dimissioni, condivido le sue preoccupazioni”, scrisse il vice-direttore Perkins su Twitter. Sembra insomma che la commissione sia interessata a salvaguardare la libertà di culto a scapito di qualunque altro diritto. I timori della Arriaga erano eccessivi, se l'USCIRF continua a imbarcare personaggi come il suo ex presidente, Elliott Abrams, fondamentalista cristiano condannato per lo scandalo Iran-Contras (vedi prima puntata) che attualmente è fra i commissari. Ad ogni modo, Chris Seiple, presidente emerito dell’Institute for Global Engagement (IGE), ha detto che le dimissioni della Arriaga “sollevano domande su come viene gestita l’USCIRF”, mentre membri di entrambi i partiti maggiori ritengono che i commissari USCIRF “manchino di buon senso”. Ciò detto, è ragionevole affermare che l'ironia con cui la redazione di FOB trattava il mio libro sugli "apologeti dei culti", visto che ormai un organismo sovranazionale e indiscutibile come l'USCIRF aveva emesso la sua sentenza (vedere prima puntata) non pare essere motivata. Circa l'accusa di affinità al "nazi-fascismo", dopo la rassegna di illuminati progressisti a difesa della libertà di culto, un sorriso non sarebbe fuori luogo. In conclusione, abbiamo una galassia neocon e teocon di marca statunitense, non scevra da legami o contiguità con la stessa amministrazione USA, che sembra coalizzarsi con gruppi controversi nel condurre una guerra contro studiosi, attivisti, associazioni e legislazioni che denunciano le "sette" e tutelano i cittadini dai pericoli di questi culti abusanti. Quello che, fino a questo momento del report non è chiaro è perché. Si cercherà di rispondere a questa cruciale curiosità nelle prossime puntate. vai alla quarta puntata prima puntata seconda puntata

Appunti di geopolitica delle "sette". Quinta puntata: Pulp fiction

Appunti di geopolitica delle "sette". Quinta puntata: Pulp fiction

Luigi Corvaglia Prologo Il mondo è governato da una "cabala" di satanisti pedofili. Questa cabala è costituita in gran parte dal deep state americano, che sarebbe il vero potere occulto, e da esponenti della cultura e della politica progressista. Questi pedo-satanisti non si limiterebbero a stuprare i bambini, ma ne userebbero anche il sangue ricco di adenocromo, una sostanza prodotta sotto stress, per scopi drogastici e come trattamento anti-invecchiamento. Molto pulp. Come trama di un B movie potrebbe andar bene. Chiunque non abbia vissuto gli ultimi anni in una caverna, però, sa che questa idea è stata creduta da un cospicuo numero di individui in tutto il mondo. Si tratta della teoria di QAnon, dalla firma del misterioso personaggio che avrebbe rivelato al mondo la trama di questa cospirazione in migliaia di post sui social. La teoria prevedeva che il presidente Trump, chiamato dai vertici dell'esercito a guidarli nella lotta al deep state, avrebbe distrutto la cabala, svelato al mondo il segreto e proceduto ad incarcerazioni di massa, inaugurando un regno di vera Luce. La storia messianica ha avuto fra i maggiori diffusori internazionali il giornale The Epoch Times. Si tratta di un giornale multilingue di estrema destra gestito dal movimento religioso cinese Falun Gong. Gran parte degli sforzi del giornale sono dedicati alla promozione della destra in America, ma anche in Europa, opera che ha incluso la diffusione di dati falsi sui supposti brogli elettorali nelle elezioni americane del 2020. Nel 2019, la NBC ha rivelato che il giornale era praticamente diventato il massimo sostenitore pubblicitario di Trump, secondo solo al suo comitato elettorale. Nel 2020, il New York Times lo ha definito una "macchina di disinformazione su scala globale". Secondo Media Matters for America, l'obiettivo principale di Epoch Times - che ora pubblica in 36 paesi sotto la supervisione di una rete di organizzazioni non profit - non è quello di generare profitto, ma di organizzare una lunga e ampia "operazione di influenza". L'obiettivo di questa operazione di influenza, a sua volta, è "fomentare il sentimento anti-Partito Comunista Cinese". Il culto è infatti perseguitato in patria. Un altro giornale multilingue è dedicato a diffondere notizia delle persecuzioni del governo cinese nei confronti delle minoranze è pubblicato in Italia e si chiama Bitter Winter. Per un po' di tempo, a godere maggiormente delle attenzioni della rivista è stata una nuova religione nota come Chiesa del Dio Onnipotente, o lampo d'Oriente, definita il movimento religioso più perseguitato nel mondo. Anche qui i particolari pulp non mancano. Una delle accuse più terribili che vengono mosse al PCC è quella di estirpare organi da soggetti viventi (o ucciderli al fine di estirparne gli organi vitali), nello specifico, ai "prigionieri di coscienza" come i fedeli di Falun Gong e della Chiesa del Dio Onnipotente. Secondo un rapporto del 2017 del Washington Post, le ricerche e i rapporti hanno smentito le affermazioni secondo cui, attualmente, la Cina condurrebbe in segreto da 60.000 a 100.000 trapianti di organi all'anno. I dati compilati dalla società americana Quintiles IMS hanno mostrato che la domanda cinese di farmaci immunosoppressori, che sono necessari per evitare che i corpi dei pazienti rigettino gli organi trapiantati, erano approssimativamente in linea con il numero di trapianti che la Cina ha detto di eseguire. Il 14 Novembre 2018, in un dibattito in merito presso la Camera dei Comuni a Londra, Mark Field del Foreign and Commonwealth Office, Regno Unito, a specifica domanda ha risposto: "non siamo d'accordo con le affermazioni di raccolta sistematica di organi di prigionieri di coscienza, valutando che le prove che presentano non sostanziano tale affermazione". Simile posizione ha assunto l'Australia. Ciononstante, un tribunale indipendente con sede a Londra, denominato China Tribunal - Indipendent Tribunal into Forced Organ Harvesting from Prisoners of Conscience in China, ha certificato la veridicità della raccolta d'organi. Va detto che un altro tribunale indipendente, l'International Tribunal for Natural Justice, ha dato perfino ragione ai teorici di QAnon. Infatti, ha istituito una commissione giudiziaria di inchiesta sul traffico di bambini, con a capo il "consulente capo" Robert David Steele, un ex agente della CIA, che ha sostenuto l'esistenza di una rete satanica internazionale e ha suggerito che il team della campagna presidenziale USA 2016 di Hillary Clinton fosse composto da pedofili satanisti, come riportato anche dal giornale cattolico La Nuova Bussola Quotidiana. Certo, questo "tribunale" non gode di buona fama. E' stato fondato da un complottista antisemita e lo stesso Robert David Steele, il consulente della suddetta commissione, non era certo da meno (tra l'altro, è morto di covid nel 2021 perché ostile alla vaccinazione). Al contrario, il China Tribunal gode di prestigio e considerazione. Viene infatti citato da media e commissiioni parlamentari, non da La Nuova Bussola Quotidiana. Questo organismo è stato fondato dalla International Coalition to End Transplant Abuse in China (ETAC). Consultando però il sito web di ETAC si scopre che molti componenti del loro "management" hanno stretti rapporti con The Epoc Times, il giornale di Falun Gong! Man mano che si scende nella lista dei dirigenti dell'ETAC, queste connessioni con il Falun Gong saltano fuori una ad una per quasi tutti. L'ETAC è molto chiaramente un gruppo di facciata del Falun Gong. Questo ovviamente non implica che riscontri e risultanze di questo tribunale siano necessariamente false, ma che lo è la sua vantata indipendenza. E' al verdetto di questo tribunale che Bitter Winter fa riferimento nei suoi articoli sulla questione. Bitter Winter non è gestita, come invece The Epoch Times, da un culto discusso, ma è pubblicato dal rinomato Centro Studi Nuove Religioni (CESNUR) e direttore ne è Massimo Introvigne. Oltre ad informare l'Occidente delle persecuzioni cinesi delle minoranze spirituali, Bitter Winter conduce una serrata campagna contro la "narrativa anti-sette" operata da organizzazioni che fa intendere connesse con i governi di Francia, Russia e Cina. Un altro complotto che gode della considerazione dei redattori è quello dell'origine artificiale del coronavirus il quale sarebbe sfuggito da un laboratorio cinese. Follow the money Si è detto che The Epoch Times è stato il principale finanziatore della campagna elettorale di Donald Trump. Ciò che invece non è chiara è la provenienza dei finanziamenti di Falun Gong. Steve Bannon, che della Nuova Destra trumpiana fu il guru, ha lavorato con Falun Gong nella produzione di un documentario per la New Tang Dinasty TV (NTD), una rete che fa parte della holding del culto, e ha dichiarato che parlando con quegli interlocutori aveva l’impressione che avessero a loro disposizione risorse illimitate. Le frequenti illazioni fatte negli anni, quindi non solo durante la presidenza Trump, circa un legame tra il culto cinese e la CIA in funzione anti-cinese si appoggiano a notizie sporadicamente filtrate e riportate dalla stampa. Già nel 2010, infatti, il Washington Post dava notizia di un finanziamento di 1,5 milioni di dollari da parte del Dipartimento di Stato americano al Global internet freedom consortium, con sede negli USA, ma legato al movimento spirituale Falun Gong. Molto più recentemente, nel 2021, i media americani hanno parlato di un sovvenzionamento da parte del Dipartimento di Stato ad un team di elaborazione di software di proprietà di Falun Gong. Stranamente, vi è coinvolto proprio Steve Bannon. Se le ricchezze di Falun Gong sono di dubbia origine e elicitano illazioni, ancor più curiosità suscita l'opulenza del "movimento religioso più perseguitato del mondo": la Chiesa del Dio Onnipotente. Questo movimento che venera in una ragazza cinese la reincarnazione di Gesù Cristo è noto per una intensa produzione artistica che include film, canzoni, balletti, musical, show vari in quantità sbalorditiva e di ottima qualità esecutiva. Non è chiaro dove la Chiesa del Dio Onnipotente, un culto minoritario e perseguitato, trovi le enormi somme di denaro necessarie a produrre una tale quantità di materiale artistico, realizzato con grande professionalità (tra l’altro tradotta in quasi tutte le lingue del mondo, in cui è doppiato con eguale professionalità). Si tratta di un impegno immane di figure come registi, attori, sceneggiatori, scenografi, autori, ballerini, coreografi, costumisti, cantanti, traduttori, doppiatori, cameramen, montatori, ecc. Il denaro necessario è enorme e l’organizzazione complessa: difficoltà logistiche, teatri di posa, prove, le ore di pratica incompatibili con l’attività quotidiana di un non professionista, ecc… Non è neppure chiaro perché, come dimostrato da un recentissimo studio effettuato dall'Università di Urbino, gran parte dei nodi della rete disinformativa sulla pandemia da Covid 19 in Italia portino proprio al sito della chiesa del Dio Onnipotente. Certo è che questa partecipazione alla diffusione di fake news su virus e vaccini è un altro elemento in comune con Falun Gong. Quello che invece sappiamo, grazie a Bitter Winter, che è la maggiore fonte di informazione al riguardo, è che il culto è ferocemente perseguitato. Addirittura, i fedeli sono torturati e uccisi per predarne gli organi. Ovviamente le persecuzioni sono assolutamente plausibili, ma è singolare che fra tutte le agenzie di stampa, tutti i network ed i freelances del mondo intero l'unica rivista in grado di acquisire una così vasta quantità di informazioni da un paese chiuso come la Cina sia quella della onlus torinese. L'aver espresso queste osservazioni in un articolo e nel corso di una conferenza internazionale tenutasi a Parigi nel Febbraio del 2021 mi ha garantito, prima una citazione critica, molto imprecisa, su Bitter Winter (proprio dal direttore Introvigne), poi una campagna diffamatoria tanto grottesca quanto esilarante tramite una serie di siti ed accounts, tutti gravitanti nella medesima orbita. Ecco spiegato il motivo del post riportato alla fine della prima puntata di questo reportage. L'autore, che ricordiamo essere direttore di FOB, non entra minimamente nel merito delle mie osservazioni, ma si inventa un mio collaborazionismo col Partito Comunista Cinese per non aver menzionato torture e prelievo d'organi. Non vedo perché avrei dovuto farlo. Dovessi parlare in una conferenza sui diritti umani in Cina, e avendone le competenze e le conoscenze necessarie, lo farei. Io mi ero espresso sui legami fra Falun Gong e l'amministrazione USA. Avendone invece il dottor Amicarelli le necessarie conoscenze, risponderebbe alle mie curiosità su chi finanzi e perché gruppi spirituali che poi diventano oggetto di persecuzione da parte di paesi al di fuori dell'Alleanza Atlantica? Vai alla sesta puntata prima puntata seconda puntata terza puntata quarta puntata

Appunti di geopolitica delle "sette". Quarta puntata: dalla Russia con amore

Appunti di geopolitica delle "sette". Quarta puntata: dalla Russia con amore

Luigi Corvaglia Prologo: l'icona russa Guardate la fotografia qui sopra. E' stata scattata il 29 Settembre 2017 a Salekhard, in Siberia. Quello all'estrema destra sono io. Non è certo la mia migliore foto, tutt'altro. E' però la più famosa. Infatti riappare di continuo in siti e pubblicazioni che la utilizzano come "pistola fumante" a dimostrazione degli indicibili rapporti che mi legano, e legano la FECRIS, alla Russia. La tesi è che la federazione europea di lotta ai culti totalitari (come Scientology, ma non solo) sia coinvolta nella pessima situazione della libertà religiosa in Russia per il semplice fatto che vice-presidente ne sia stato fino al 2021 Alexander Dvorkin (secondo da sinistra nella foto), un russo vicino alla chiesa ortodossa. Curiosa la teoria che vuole che un paese noto per liberalismo e democrazia come la federazione Russa necessiti per applicare leggi illiberali di un consigliere affiliato a un organismo di una bieca nazione ostile ai diritti civili come la Francia. Fatto, è che la fotografia vanta anni di onorata carriera. La ormai iconica immagine ha svolto il suo compito sui maggiori siti dei detrattori del lavoro del movimento anti-sette, è apparsa anche in ambiti improbabili come un libro sulla pandemia da Covid 19 pubblicato dalla All Faith Netok (!), perfino in un articolo pieno di affermazioni quantomeno "inaccurate " su un oscuro giornale online nel quale si afferma che il movimento anti-sette è responsabile del sentimento anti-ucraino in Russia e, quindi, moralmente corresponsabile della guerra in atto (!). La foto è recentemente apparsa sulla rivista Bitter Winter con una simpatica ma sibillina didascalia (si veda sotto a sinistra). Per inciso, la fotografia è a corredo di un articolo che nulla ha a che fare con la conferenza siberiana a cui avevo partecipato e di cui la foto era una testimonianza. Questo fa capire come l'immagine sia ormai una sorta di icona il cui senso è più nella connotazione che le si è voluto dare che nella sua rappresentazione oggettiva. La celebre foto ha persino goduto dell'onore di essere presentata nel corso di una dotta dissertazione al congresso internazionale del celebrato Centro Studi Nuove Religioni (CESNUR). Esempio di elevata elaborazione concettuale e di raro rigore scientifico è stato il commento della relatrice: "Mi è stato detto che questa persona - si riferiva al sottoscritto - è fortemente atea - chi glielo ha detto? - ma si vede che non ha problemi a frequentare il clero". In effetti, il vescovo ortodosso al centro non era propriamente in incognito (l'inoppugnabile argomento si può vedere qui). La foto è perfino stata citata dal noto studioso Massimo Introvigne in un articolo in russo in cui l'erudito afferma di aver visto una foto in cui apparivo "quasi sommerso dai preti" (il signore con la barba accanto a me è un pastore protestante). Il lettore potrà chiedersi del perché di questo particolare interesse per la mia persona e per le mie frequentazioni, clericali e non. Sarà allora necessario presentare tanto il CESNUR quanto la rivista Bitter Winter e la All Faith Network. Tutti insieme appassionatamente Il Centro Studi Nuove Religioni (CESNUR) è stato fondato ed è diretto da Massimo Introvigne. Questi è noto a chi si occupa della materia come esperto di "nuovi movimenti religiosi" e per essere un attivo negatore delle posizioni del movimento anti-sette, tanto da essere considerato uno dei maggiori apologeti dei culti (in parole povere, difenderebbe le "sette"). Il suo CESNUR, fondato nel 1988 a Torino, è un celebrato centro di ricerca sui "nuovi movimenti religiosi" che si professa "indipendente da qualunque organizzazione religiosa o confessionale", ma vari altri dirigenti ed esponenti di rilievo sono membri di Alleanza Cattolica. Introvigne, addirittura, ne è stato reggente vicario nazionale fino al 2016, anno in cui vicende personali lo hanno indotto a lasciare l'organizzazione. Il direttore del CESNUR afferma che le sue concezioni personali non hanno alcuna influenza sulla produzione documentaristica e scientifica del centro, guidata dal rigore scientifico. E' comunque il caso di capire cosa sia Alleanza Cattolica. Trattasi di una associazione tradizionalista che ha sempre fatto esplicito riferimento a Plinio Corrêa de Oliveira, un pensatore brasiliano fondatore della Società Brasiliana di difesa di Tradizione, Famiglia e Proprietà (TFP), organizzazione cattolica tradizionalista che la Conferenza Episcopale Brasiliana definì nel 1985 “non in comunione con la Chiesa cattolica”. A de Oliveira lo stesso Introvigne ha dedicato una delle sue molteplici opere: Una battaglia nella notte (2008). Ora Alleanza Cattolica sembra aver preso una linea più "moderna" e dal suo sito ufficiale è sparita la dichiarazione che recitava:"Alleanza Cattolica, non fondata né diretta da Plinio Corrêa de Oliveira, ha però fatto tematico riferimento al suo magistero contro-rivoluzionario durante la sua vita terrena". A inizio del 2022 la query di ricerca del sito istituzionale di Alleanza Cattolica dava però ben 96 pagine dedicate a de Oliveira, contenenti 5 articoli per pagina. Insomma, un riferimento fondamentale e costante nel tempo. Sorge spontanea la curiosità di capire chi fosse e cosa professasse questo pensatore così gradito anche a buona parte degli esponenti di rilievo del CESNUR. De Oliveira è stato il venerato portatore di un programma di “restaurazione dell’ordine” da intendersi come ritorno ad una Civiltà Cristiana, austera e gerarchica, fondamentalmente sacra, anti-egualitaria e antiliberale. La citazione è tratta dal suo libro più famoso, Rivoluzione e Contro-rivoluzione (1958). Tale auspicata condizione è intesa quindi come il ripristino dell'ordine tradizionale del mondo. Chiarito cosa intenda de Oliveira per contro-rivoluzione, è il caso di lasciare alle parole dello stesso pensatore la spiegazione di cosa sia, invece, la rivoluzione: In Rivoluzione e Contro-Ri­vo­luzione abbiamo presentato le tre grandi cata­strofi della Cristianità, cioè la Pseudo-Riforma, la Rivoluzione Francese e la rivoluzione comunista, come un’unica, grande Rivoluzione che, verificatasi in campo religioso-morale nel secolo XVI, si è propagata sul terreno po­li­ti­co-sociale con la grande scossa della fine del secolo XVIII e ha contaminato nei nostri tempi la struttura economico-sociale dell’Occidente con l’incendio mondiale del comunismo. Queste tre catastrofi costituiscono i grandi segni dell’avanzare di un pro­cesso storico in cui l’empietà, l’immoralità e l’anarchia si vanno im­pa­dro­nendo dell’universo. (neretto mio. tratto da Il concilio e l'egualitarismo moderno, 1962). Già la lettura di queste righe comporta un certo smarrimento. Infatti, non si capisce come sia possibile coniugare, non la posizione di difensore dei culti alternativi, ma anche solo la neutralità nello studio dei nuovi movimenti religiosi, con la convinzione che perfino la Riforma protestante sia stato il segno dell'avanzare di un pro­cesso storico di empietà, immoralità e anarchia. Non basta. Il pensatore brasiliano vedeva profilarsi all'orizzonte una quarta rivoluzione, caratterizzata dal tribalismo, cioè la frammentazione del corpo sociale in spezzoni che pretendono di gestirsi secondo il proprio piacimento. Causa ne sarebbe stato il relativismo portato dalla "rivoluzione culturale". Difficile immaginare qualcosa di più tribalistico dei diversi culti in concorrenza fra loro. L'autore è esplicito: "omnia dii genium doemonia", cioè, "Tutti gli dei delle genti sono demoni” (Sal. 95, 5). Se qualcuno cercasse la perfetta descrizione di cosa sia l'anti-ecumenismo la troverebbe qui. Detto tutto ciò, è immaginabile che il lettore sia sorpreso dal fatto che lo stesso Introvigne da reggente vicario di una associazione anti-ecumenica come Alleanza Cattolica possa esprimere il proprio turbo-ecumenismo nelle vesti di direttore del CESNUR; sicuramente molto più sorpreso di questo piuttosto che del fatto che una persona considerata laica come me possa intrattenere cordiali rapporti di studio o amicizia con dei religiosi. Va detto che fu lo stesso de Oliveira a mostrare questo paradosso comportamentale dopo che, il 18 Aprile 1985, la Conferenza Episcopale Brasiliana dichiarò ufficialmente che per "il carattere esoterico, il fanatismo religioso, il culto nei confronti del capo e fondatore, l'abuso del nome di Maria Santissima" il movimento non era in comunione con la Chiesa. A dicembre dello stesso anno, la TFP pubblicò un libretto destinato ad inaugurare un fortunato filone ed intitolato Brainwashing: A Myth Exploited by the New 'Therapeutic Inquisition. Il pamphlet contiene tutte le idee che il think tank del CESNUR avrebbe poi sviluppato. In definitiva, il tema centrale è quello secondo il quale l'idea di una manipolazione mentale operata da gruppi considerati "stravaganti" sarebbe un mito utilizzato da un fantomatico "movimento anti-sette" per censurarli. Nel libercolo è sottolineato fortemente quanto nel CESNUR emerge solo di tanto in tanto, cioè l'idea che tale movimento anti-sette sia una cospirazione di psichiatri e comunisti. TFP, movimento fortemente anticomunista, era quindi sotto attacco da parte della piovra psichiatrica bolscevica ormai imperante anche nella chiesa latinoamericana. Con singolare prontezza, Massimo Introvigne, che fino a quel periodo non si era particolarmente occupato di "sette", cominciò la sua attività di difensore del pluralismo religioso e negatore del concetto della "lavaggio del cervello". Tre anni dopo egli era già talmente esperto da fondare il CESNUR. Ne esiste anche una sede negli USA, il cui direttore è Gordon Melton, un ministro di culto metodista, fondatore di un Institute of the Study of the American Religion del quale lo studioso critico di Scientology Tilman Hausherr disse di non conoscere alcun esponente oltre a lui. Ha insegnato all'Università di Santa Barbara come "visiting scholar", si dice per aver donato all'ateneo californiano la sua biblioteca. Oggi è "distinguish professor" presso la Baylor University, fondata da Battisti. Egli è inoltre è stato nel comitato direttivo di APRL, un front office di Scientology e, soprattutto, è uno degli esperti di punta della nuova CAN, l'organismo di studiosi dei culti gestito da Scientology (vedere la seconda puntata). Ad ogni modo, chi ha letto le prime tre puntate (si vedano prima , seconda e terza), non sarà però particolarmente scioccato dal paradosso. Infatti, che la difesa della "libertà religiosa" venga operata da soggetti ed organizzazioni di stampo cristiano fondamentalista o integralista è stato chiaramente evidenziato trattando delle deputate commissioni del governo USA. Potrebbe non essere la sola analogia fra questi gruppi e il CESNUR. Secondo Steven Kent dell'università dell'Alberta, il CESNUR è "il gruppo di lobbying di più alto profilo per le religioni controverse" e il suo direttore sarebbe "[un] accanito critico di qualsiasi tentativo razionale di identificare o limitare i cosiddetti 'culti' [il quale] si è espresso contro ciò che considera intolleranza verso le 'religioni minoritarie, specialmente in Belgio, Francia e Germania." Questa descrizione pone il CESNUR in una sintonia tale da potersi definire quale agente sinergico delle commissioni governative americane, quelle i cui legami con Scientology sono talvolta apparsi ambigui (vedi la seconda puntata). In un recente articolo, Phil Lord, della McGill University, ha addirittura ipotizzato che "è molto probabile che Scientology possa finanziare il CESNUR". Posizione, questa, che trovo semplicistica e un po' ingenua. Soddisfatta la prima curiosità, cioè cosa sia il CESNUR, possiamo abbandonare per un attimo il centro studi torinese e il suo direttore, per dare un'occhiata alle altre due entità citate nel prologo di questa puntata e che hanno mostrato la stessa curiosa attenzione per la foto siberiana. Una era la rivista Bitter Winter. Non riusciamo ad allontanarci di molto, mi sa. Si tratta infatti di una rivista edita dal CESNUR e centrata sulla denuncia delle persecuzioni cinesi alle minoranze religiose, come la minoranza mussulmana degli Uiguri e la Chiesa del Dio Onnipotente. L'articolo in cui la fotografia è stata ripresentata per l'ennesima volta (quella con la strana didascalia) è proprio di Massimo Introvigne. Non ci resta che il libro edito dalla All Faith Network e intitolato People of Faith. Rising above Covid 19. Cominciamo col dire che la All Faith Network è un'organizzazione di "charity" registrata in UK e "vicina" a Scientology, ed è anche membro della federazione Freedom of Belief (FOB) già più volte incontrata (si tratta di quella organizzazione italiana che ha un eminente adepto di Scientology fra i fondatori). Gli autori del libro in questione sono Martin Weightman, Alessandro Amicarelli e Tracey Coleman. Il primo è il presidente del network, già presidente dell'ufficio diritti umani di Scientology. Il secondo, Alessandro Amicarelli (il tizio che mi dava del complice degli estirpatori di organi. Vedi la prima puntata) è il presidente della federazione FOB, e Tracey Coleman è una esponente , della chiesa di Scientoloy di Londra (città in cui vive Amicarelli). Nel comitato scientifico della federazione FOB siede anche Rosita Šorytė. Quest'ultima è la signora che al congresso CESNUR commentava la celeberrima foto con sagaci parole. Bene, ancora una volta non ci siamo allontanati molto: è la moglie di Introvigne, il direttore del CESNUR! E' come girare in tondo. Insomma, questo ambientino è un po' come una vecchia soap opera in cui gli intrecci sono tanti, ma i personaggi sono sempre quelli. Post Scriptum Come già detto, immediatamente dopo l'invasione russa dell'Ucraina, un articolo incredibilmente diffamatorio è apparso su un giornale online nel quale si afferma che il movimento anti-sette è responsabile del sentimento anti-ucraino in Russia. Ovviamente vi compare la celeberrima fotografia, con tanto di citazione anche del mio nome. Sono anche corresponsabile della guerra! Come non bastasse, pochi giorni dopo, l'assurdo articolo è stato pubblicato sul sito della United Commission for International Religious Freedom (USCIRF)! Quella che invece non quadra molto con la mia attività filo-russa è la parallela campagna di chi invade i social di sentenze che denunciano la mia azione di agente francese. Vedere sotto: Però anche questa non è male: Vai alla quinta puntata prima puntata seconda puntata terza puntata

Poco ortodossi. La chiesa di Meluzzi, gli anti-sette e le fake news

Poco ortodossi. La chiesa di Meluzzi, gli anti-sette e le fake news

“Aloì’, damme na sigaretta”. Così si esprimeva Dudù, il guappo napoletano interpretato da Nino Manfredi, rivolgendosi al vescovo Aloisio, alla fine del film Operazione San Gennaro. Dudù non intendeva mancare di rispetto ad un vescovo, ma non pensava che Aloisio lo fosse sul serio. Stava infatti portando avanti un piano per rubare l'oro di San Gennaro che richiedeva un attore che si fingesse vescovo e Dudù pensava che Aloisio fosse l'attore che lui stesso aveva richiesto. Dudù trovava però il presunto attore, cioè il vero vescovo Aloisio, “troppo secco” per impersonare un prelato. D'altro canto, non sono rare le volte in cui si è tentati di rivolgersi con simile tono irrispettoso a personaggi il cui modo di presentarsi tronfio ed enfatico cozza con l’impressione meschina che ci fanno. Se Dudù avesse incontrato il “vescovo” Filippo della Chiesa Ortodossa Italiana Autocefala un “Ah, Filì’, damme na sigaretta” ci sarebbe scappato di sicuro. Non perché questi sia “troppo secco”, tutt’altro. I titoli di quello che al secolo è noto come Filippo Ortenzi, sono Vladika Filippo delle Terre di Roma, Eparca della Eparchia del Lazio, della Tuscia e delle Terre di Roma, Cancelliere della Chiesa Ortodossa Autocefala Italiana, Prevosto della Comunità di san Michele Arcangelo, Gran Priore della Confraternita Termplare San Giacomo de Molay, Magnifico Rettore della Università Ortodossa San Giovanni Crisostomo, Magnifico Rettore dell’ Accademia Ortodossa San Nicodemo, Segretario Nazionale del Partito Giustizialista Italiano, impiegato postale. Si, impiegato postale. Vescovo, Magnifico Rettore, ma anche smistatore di corrispondenza presso Poste Italiane. Ah, Fili’, sta sigaretta? Utilizzando un termine oggi di moda, si sarebbe tentati di dire che questo signore sia un vescovo fake, anche tenuto conto del fatto che fa riferimento ad una comunione non riconosciuta da alcun Patriarcato Ortodosso, quella che vedeva al suo apice un volto noto della televisione italiana, lo psichiatra Alessandro Meluzzi, conosciuto ai suoi fedeli come Sua Beatitudine Alessandro I, Primate della Chiesa Ortodossa Italiana, Arcivescovo d’Italia, Eparca di Ravenna e Aquileia. La Chiesa Ortodossa Italiana Autocefala è nota, oltre che per avere avuto una celebrity al suo apice, anche perché questi, appena eletto Primate, ha dichiarato di voler portare agli altari la discussa figura del suo vecchio sodale Don Pierino Gelmini. Quest’ ultimo, già pregiudicato per aver scontato quattro anni di prigione per truffa, quando fu colto dalla morte era sotto processo per abusi sessuali nei confronti dei tossicodipendenti ospiti delle sue comunità. Altro elemento di interesse per i giornali è stato il fatto che nella Chiese meluzziana è poi confluita un’altra comunione ortodossa, la Chiesa Ortodossa Ecumenica dal sedicente Max di Montecristo of Strichen, XVII Barone di Strichen (Scozia) , che poi si è rivelato il truffatore Massimiliano Muzzi di Roma, arrestato nel Maggio scorso per aver frodato 145 risparmiatori per decine di milioni. Anche se considerando il numeri dei fedeli il loro potere non avrà mai probabilmente superato quello di un paio di amministratori di condominio, i due, lo showman della psichiatria (Sua Beatitudine) e il “ripartitore senior” di Poste Italiane (Filippo delle Terre di Roma) sono stati i due vertici della Chiesa. Hanno molto in comune. A cominciare dalle frequentazioni massoniche. Alessandro I è massone “in sonno” del GOI e Filippo delle Terre di Roma si fa vedere a incontri di obbedienze “spurie” e frequenta il mondo del neo-templarismo. Lo troviamo, infatti, in qualità di Segretario Nazionale del Partito Giustizialista Italiano, una organizzazione di Estrema Destra “neo-peronista, che lotta per un’alternativa Social-Nazionale all’attuale Regime dominato dalle plutocrazie bancarie antinazionali”, alla canonizzazione alla Chiesa “Ortodossa” dell’ ultimo Maestro dei Templari Jacques de Molay, che diviene impropriamente simbolo della resistenza anti-islamica, occasione nella quale ha partecipato al Capitolo del Sacro Ordine Equestre Ecumenico Templare (si legge sul sito “a tutta Destra”). A tal proposito, si sottolinea che i due condividono anche le medesime idee politiche (non Filippo e il povero de Molay, ma Filippo e il povero Meluzzi). Infatti, Alessandro I da Mediaset, ex parlamentare di Forza Italia, UDR, Lista Dini, UPR, Verdi, Udeur con un passato ne Il Manifesto, nella FGCI, nel PCI e nel PSI craxiano, è ora stato folgorato dal nuovo verbo sovranista-populista. Vede in Putin la salvezza dell’Europa in quanto argine alla sua “distruzione afro-asiatica“. Il suo account twitter è un vero campionario di complottismo paranoide sulla immigrazione destinata a imbastardire l’identità cristiana nazionale con annessi e connessi pluto-giudaico-massonici (proprio lui…). Veniamo però informati (qui) del fatto che Nel 2017, Filippo Ortenzi, viene sollevato dall’incarico di Cancelliere e sospeso da ogni attività all’interno della Chiesa, mentre venivano sollevate perplessità ecclesiastiche su di lui, da parte di altri vescovi ortodossi che lo conobbero nel passato. Nei mesi successivi, Ortenzi, operò una scissione che vedrà, per sua opera e di Massimo Giusio (segnatevi questo nome, NdR), la rinascita della Chiesa Ortodossa Italiana, associazione di culto già esistente, fondata da padre Antonio De Rosso e a cui Ortenzi affermava di essere appartenuto in passato. Dopo aver subito tale scisma la chiesa Ortodossa Italiana Autocefala aggiungerà due “aggettivi” alla sua denominazione prendendo la denominazione definitiva di Chiesa Ortodossa Italiana Autocefala Antico Orientale (C.O.I.A.A.O.)." Quindi, Meluzzi, nel Settembre 2020, lascia anche il ruolo di primate per ritirarsi in un monastero dell'astigiano (una vita monastica interrotta da frequenti ospitate televisive) che però risulta essere casa sua, oltre che un bed and breakfast. Egli è ora il riferimento di una costola scismatica della chiesa da lui fondata e non riconosciuta, rimasta in mano allo smistatore di Poste Italiane. Ciò che sembra non essere mutato è l'orientamento ben più che "tradizionalista" della chiesa. Alla guida della nuova denominazione è ora tale Cosma I, al secolo Antonio Parisi, già Segretario Nazionale del Fronte Monarchico Giovanile dell' UMI, poi fondatore del partito monarchico FERT e collaboratore dell’Arciduca Otto d’Asburgo. Neppure è mutato il contorno di personaggi pittoreschi intorno al vecchio primate ritiratosi nel B&B. Ad esempio, il Vicario della Chiesa meluzziana, Gianluca De Lucia, si è autoproclamato Principe e Abbate di Seborga, piccolo comune ligure di cui chiede l'indipendenza dall'Italia e il riconoscimento dall'ONU. Sennocnhè, non è il primo a vantare diritti sull'inesistente principato ed esiste un sedicente Consiglio della Corona che si è premurato di prendere le distanze dal De Lucia. Ciò che è strano è che De Lucia, piuttosto che alla chiesa ortodossa di Meluzzi, si sia presentato in Liguria come esponente della sezione monegasca della Chiesa Cattolica Nazionale Polacca, una chiesa vetero-cattolica scismatica. Interessante anche il Metropolita per il Sud della chiesa di Meluzzi. Si tratta del leccese Pietro Angelo Maurizio Chiriatti, condannato nel 2010 a 6 anni per "violenza sessuale aggravata e sostituzione di persona". Dalle indagini risultò avere vari precedenti per atti di libidine violenta, truffa, usurpazione di titoli ed onori. Si definiva allora sacerdote cattolico (sarebbe stato ordinato da un "antipapa", il francese Michel-Auguste-Marie Collin) ed è il fondatore della Missione della Madonna della Cava, prima a Surbo (Lecce), poi a San Pietro Vernotico (Brindisi). Per avere invece un'idea dell'orizzonte psico-politico dello showman monastico, si può pescare a piene mani dai rotocalchi. Un tema fisso è quello secondo il quale Papa Francesco vorrebbe "de-cattolicizzare" la Chiesa su commissione di non ben delineati Poteri Forti: Il sospetto è che Bergoglio abbia una missione univoca da svolgere: quella di addomesticare ogni resistenza dell’Occidente all’omologazione culturale e alla sostanziale sottomissione all’Islam maggioritario e di fiaccare ogni resistenza della civiltà europea. Ma il meglio, il nostro primate (nel senso che ha il pollice opponibile) lo ha dato con l'avvento della teoria del complotto nota come QAnon e il dilagare della pandemia da Covid-19. Meluzzi è stato fra i più "autorevoli" diffusori in Italia della teoria secondo la quale il mondo sarebbe retto da una cabala di satanisti pedofili costituita dai democratici e dai liberal, non solo americani, e che Donald Trump li avrebbe combattuti fino alla vittoria finale (si veda - ne vale la pena - la performance fornita al riguardo qui). Quando, nell'agosto del 2020, l'ex ideologo di Trump, il sovranista Steve Bannon, venne arrestato, il misurato psichiatra da salotto scrisse su Twitter: Le accuse a Bannon fanno parte del fuoco di sbarramento Dem Deep State sadopedofilo contro Trump e i popoli sovrani! Ne prepareranno altre da veri luciferiani quali sono! Ma forse non basterà se Maria Vergine e Madre protegge il suo popolo! Ad Aprile aveva però dato il massimo ri-twittando una notizia diffusa nella rete di QAnon secondo la quale i Navy Seals avevano abbattuto un tunnel sotterraneo al Central Park di New York al comando dello stesso Trump e liberato centinaia di bambini che i pedo-satanisti tenevano prigionieri lì sotto al fine di abusarne e berne il sangue. Insomma, nel corso della pandemia, Sua Beatitudine ha mostrato la propria coerenza nel denunciare il piano delle élite globali, Bill Gates su tutti (lo definisce "un vecchio nerd masturbatore"), che hanno creato il virus per imporre il Nuovo Ordine Mondiale tramite i vaccini e i microchip sottopelle. Circa questi ultimi è particolarmente contrariato. Lui pare aver ben compreso - e ci tiene a farlo comprendere anche a noi -, che i microchip altro non sarebbero che il marchio della bestia preannunciato nell'Apocalisse di San Giovanni. In quel libro si parlava "del trionfo dell’abominio e noi ci stiamo avvicinando. Quello del 666, del segno della Bestia che gli esseri umani dovranno impiantarsi sotto pelle e senza il quale non si potrà né comprare né vendere e quindi vivere". Insomma, complottismo – da QAnon alla bufala del piano Kalergi, alla ideologia gender – pescato a piene mani dall’armamentario dell’estrema destra e fake news su vaccini ed immigrati che talvolta scivolano nel ridicolo. Qualcuno ha notato come le bufale diffuse da Meluzzi coincidono sorprendentemente con quelle della propaganda russa. Non è un caso che è stato individuato da NewsGuard, azienda specializzata nel monitoraggio della disinformazione sul web, come uno dei “super-diffusori di disinformazione sul COVID-19 in Europa”. In altri termini, Sua Beatitudine si fa megafono del populismo sovranista e islamofobo oggi à la page. Libero di esserlo, come di organizzare Chiese a casa sua con chi vuole. In un paese libero e laico nessuno andrà a sindacare. Sennochè, The Journal of Censur, la rivista del noto Centro di Studi sulle Nuove Religioni (CESNUR) diretto da Massimo Introvigne, dà spazio nel numero di Luglio-Agosto 2018 ad un articolo di tal Massimo Giusio sul tema delle fake news prodotte, a dire dell’autore, dalle associazioni anti-sette “al servizio della denigrazione religiosa”. In altri termini, la tesi dell'autore è che i culti come Scientology o alcuni gruppi magico-esoterici che sfruttano gli adepti sarebbero ingiustamente perseguitati dalle associazioni e dagli studiosi che lottano per smascherare guru e santoni che abusano dei loro adepti. Questi studiosi sarebbero colpevoli di diffondere notizie false al fine di denigrare i gruppi religiosi minoritari. Trattandosi della rivista di un centro studi celebrato (benché discusso), si dovrebbe dar per scontato che gli autori siano al di sopra di ogni sospetto e assolutamente attendibili. Fatto sta che una semplicissima indagine in rete permette di scoprire che questo Massimo Giusio è uno dei quattro componenti dell'allora Santo Sinodo della chiesa tascabile di Meluzzi e Filippo delle Terre di Roma, nonché Presidente del Tribunale Ecclesiatico Nazionale della stessa Chiesa. Probabilmente è sempre lui il Maximus che è Gran Priore della Fraternità Apostolica Ecumenica di San Gerolamo e dei Re Magi nonchè il Corepiscopo della Cappella Padre Adeodato-Sacra Famiglia a Torino. Il personaggio lo abbiamo già incontrato quale componente della fronda interna che porterà alla scissione del ramo che mantiene la denominazione di chiesa ortodossa autocefala (quello rimasto al vescovo portalettere). Appare curioso che chi frequenta un ambiente quale quello appena descritto possa esprimersi sulle fake news che si suppone siano prodotte da altri. Ancora più curioso che possa parlare di “denigrazione religiosa” chi proviene da un ambiente che ha partorito perfino un partito anti-islamico. Il personaggio, quindi, merita un approfondimento. Si scopre così che ha scritto insieme a Luigi Berzano del Cesnur e all’imprenditore dell’informatica sanitaria Giorgio Moretti (quest’ultimo attualmente indagato per corruzione nella sanità) un Manifesto per la buona sanità, che dirige un Master in Scienze Vittimologiche presso un istituto privato, che è massone dell’ Unione Massonerie di Stretta Osservanza Iniziatica (UMSOI) e vice-Rettore presso la Università Ortodossa san Giovanni Crisostomo di cui è Magnifico Rettore Filippo, il Vescovo smistatore. Questa è una istituzione della allora Chiesa Autocefala che si suppone non produca titoli a valore legale. Giusio è poi docente anche presso la Università di Scienze Specialistiche Esorcistato Demonologia Escatologia Internazionale (USEDEI) . Sembrerebbe avere le carte in regola per essere considerato un vero accademico! Sennonché, alla sua pagina presso l’ USEDEI Giusio risulta antropologo; strano, altrove è presentato spesso come sociologo, criminologo, vittimologo, talvolta teologo, giornalista, quasi sempre avvocato. Infatti è grazie alla laurea in Giurisprudenza che Giusio lavora come amministrativo per il comune di Torino. Curioso è che scorrendo il suo curriculum presente proprio sul sito della città Sabauda, non solo non è possibile trovare traccia delle sue docenze presso prestigiose università di esorcistato e demonologia, che fanno sempre la loro figura in un curriculum, ma neppure del conseguimento di titoli più prosaici come una laurea in Sociologia, in Antropologia, in Teologia o un Master in Criminologia. Solo la laurea in Giurisprudenza a Camerino. Viene il sospetto che l’esperto di religioni e fake news abbia studiato in una delle “università” della Chiesa autocefala. Cosa ancora più curiosa, ad una prima ricerca, l’autore del testo contro le fake news non appare neppure incluso nell’albo degli avvocati della sua città o iscritto alla loro cassa previdenziale. Sorge il sospetto, a questo punto, che il nostro studioso sia realmente un esperto di fake, essendone egli stesso un ottimo esempio! In effetti, alla pagina del Tribunale Ecclesiatico Nazionale della Chiesa di Meluzzi, Giusio, qui ribattezzato Maximus, risultava essere “teologo, corepiscopo, consultore, dottore in giurisprudenza”. Dottore in giurisprudenza è il titolo che assume il laureato in materie giuridiche che non è ancora avvocato. Però era Presidente del Tribunale Ecclesiatico Nazionale. Ah, Massimo, damme na sigaretta (l’accendino me lo passa il Cesnur…).

Appunti di geopolitica delle "sette". Prima puntata: Cattivissimo me

Appunti di geopolitica delle "sette". Prima puntata: Cattivissimo me

Prologo Nel Luglio del 2020, la mia autostima ebbe un sussulto. L'annuale report sulla libertà religiosa nel mondo ad opera dell' US Commission for International Religious Freedom (USCIRF) si chiudeva con le raccomandazioni al Presidente USA - allora Trump - su come tutelare questo diritto fondamentale; fra le raccomandazioni figurava quella di ostacolare l'operato della FECRIS, la Federazione Europea dei Centri di Ricerca e Informazione sul Settarismo, presso l'annuale Meeting dell'OSCE a Varsavia. Bene, a rappresentare la FECRIS all'annuale Human Dimension Conference dell'OSCE per denunciare gli abusi nei culti totalitari è esattamente l'umile persona che firma questo scritto. Vari strabuzzamenti dopo, la cosa cominciò a divertirmi, così iniziai calarmi nella parte accarezzando il gatto come il cattivo nei film di James Bond. Del resto, chi è più cattivo di chi vuole negare una delle libertà fondamentali? Recuperai però un temporaneo contatto con la realtà pensando che in fondo gli estensori del report non sapessero neppure della mia esistenza e si stessero quindi riferendo ad una delle attività della FECRIS che, per caso, era svolta da me. Sennonché, pochi giorni dopo, il report venne ripreso con titoli trionfalisti- ci da una miriade di siti, fra cui quello di Scientology e di vari altri soggetti ben felici della difesa offerta dall'USCIRF alle loro attività. Fra gli articoli pubblicati, spicca per capacità d'inquietare quello firmato dalla redazione della European Federation for Freedom of Belief (FOB) e intitolato "Anche l'Europa nella Special Watch List?". Vi venivo espressamente citato. Piuttosto che ridimensionare la mia rilevanza nella supposta guerra contro la "libertà religiosa", lo scritto faceva un paio di affermazioni alquanto curiose che andavano nella direzione opposta. Leggendo la prima affermazione scoprii di essere stato in Cina a condurre la "usuale campagna anti-sette". Non lo ricordo. Sarà perché sono stato "sparaflashiato" con la penna dei Men in Black. Nelle righe seguenti, si faceva poi ironia sul fatto che avessi appena pubblicato un libro in cui criticavo i difensori delle "sette"; la redazione di FOB commentava sarcasticamente che forse nella prossima edizione avrei potuto includere fra questi "apologeti dei culti" anche l'USCIRF. Le risate. Si voleva simpaticamente esprimere il concetto che il report della commissione americana, mica delle casalinghe di Voghera, aveva detto la parola definitiva sulla questione: chi difende le vittime dei culti totalitari (noti al pubblico come "sette") e si preoccupa di prevenire gli abusi nei gruppi spirituali - ma in realtà, molti culti non hanno nulla di spirituale - è un nemico della libertà religiosa e un pericoloso seminatore d'odio. Ne consegue che qualunque affermazione contraria a questa evidenza, come quelle contenute nel mio libro, non può che coprirsi di ridicolo. Il governo USA aveva parlato. E' però la seconda affermazione del testo di FOB quella più fantasmagorica. Fatta la premessa che la commissione USA ha incluso la Francia fra i paesi a rischio per la libertà religiosa per le sue politiche attente alle derive settarie (vi ha anche sede legale la stessa FECRIS), il concetto ivi espresso è che non dovrebbe essere solo quel paese ad essere incluso nella Special Watch List dell'USCIRF, ma tutti quelli in cui operano associazioni ad essa federate. Infatti - e qui è facile immaginare l'estensore dell'articolo ammiccare - è da notare che "i rappresentati FECRIS che vanno all'OSCE (e altrove) non sono solo francesi o russi"... Nel parlare vago di chi scriveva quel pezzo, si può leggere fra le righe un "non detto" che però ci si impegna ben poco a nascondere. In pratica, si suggerisce l'inclusione di un altro paese nella lista di quelli da monitorare perché ostile alla libertà religiosa. Ciò a causa della attività di "propaganda negativa sulle religioni minoritarie" effettuata presso l'OSCE. A fare questa propaganda sarebbe un innominato cittadino di quel paese. Questi non è difficile da individuare: non è francese, non è russo e va all'OSCE. Fosse italiano, si starebbe dicendo che l'Italia è un paese a rischio per la libertà religiosa e da monitorare da parte della commissione USA! Considerato che la FOB ha sede in Italia, il sospetto che si tratti proprio di un cittadino del Bel Paese è lecito. Chiunque esso sia, quest'individuo è responsabile da solo dell'onta di precipitare il suo paese nella lista dei cattivi del mondo! Non vorrei essere nei suoi panni! Organismi internazionali, culti transnazionali, una commissione americana, disinformazione... ci sono tutti gli ingredienti per una spy story per il cinema. Il lettore non uso a frequentare questo mondo si troverà confuso come lo spettatore che alle prime scene è già scaraventato nel mezzo dell'azione. E' allora necessario un flashback per presentare gli accadimenti precedenti ed i personaggi. Un po' di storia Fra il 1993 ed il 1995, alcune stragi consumatesi in varie parti del mondo furono compiute da gruppi spirituali minoritari che avevano condotto i loro adepti a comportamenti estremi. Nel 1993, l'assedio ad un ranch a Waco, in Texas, dove erano rintanati i seguaci dell'autoproclamato nuovo Messia David Koresh, era finito con la morte di 82 persone, fra cui oltre 20 bambini e due donne in gravidanza. Nel 1995, il culto della Suprema Verità si rese responsabile di un attacco con il gas nervino alla metropolitana di Tokio. Ci furono 6 morti e circa 3000 intossicati. I fatti che ebbero però più impatto sull'opinione pubblica europea furono i suicidi collettivi dell'Ordine del Tempio Solare, distribuitisi fra il 1994 e il 1995, c