Poco ortodossi. la chiesa di Meluzzi, gli anti-sette e le fake news

“Aloì’, damme na sigaretta”. Così si rivolgeva al vescovo Aloisio Dudù, il guappo napoletano interpretato da Nino Manfredi, alla fine del film Operazione San Gennaro. Dudù non intendeva mancare di rispetto ad un vescovo, ma poiché stava portando avanti un piano per rubare l'oro di San Gennaro, pensava che Aloisio fosse l'attore che lui stesso aveva richiesto ai suoi complici per portare a termine l'impresa criminale. Dudù trovava il vescovo Aloisio “troppo secco” per impersonare un prelato. D'altro canto, non sono rare le volte in cui si è tentati di rivolgersi con simile tono irrispettoso a personaggi il cui modo di presentarsi tronfio ed enfatico cozza con l’impressione meschina che ci fanno. Se Dudù avesse incontrato il “vescovo” Filippo della Chiesa Ortodossa Italiana Autocefala un “Ah, Filì’, damme na sigaretta” ci sarebbe scappato di sicuro. Non perché questi sia “troppo secco”, tutt’altro. I titoli di quello che al secolo è noto come Filippo Ortenzi, sono Vladika Filippo delle Terre di Roma, Eparca della Eparchia del Lazio, della Tuscia e delle Terre di Roma, Cancelliere della Chiesa Ortodossa Autocefala Italiana, Prevosto della Comunità di san Michele Arcangelo, Gran Priore della Confraternita Termplare San Giacomo de Molay, Magnifico Rettore della Università Ortodossa San Giovanni Crisostomo, Magnifico Rettore dell’ Accademia Ortodossa San Nicodemo, Segretario Nazionale del Partito Giustizialista Italiano, impiegato postale. Si, impiegato postale. Vescovo, Magnifico Rettore, ma anche smistatore di corrispondenza presso Poste Italiane. Ah, Fili’, sta sigaretta? Utilizzando un termine oggi di moda, si sarebbe tentati di dire che questo signore sia un vescovo fake, anche tenuto conto del fatto che fa riferimento ad una comunione non riconosciuta da alcun Patriarcato Ortodosso, quella che vedeva al suo apice un volto noto della televisione italiana, lo psichiatra Alessandro Meluzzi, conosciuto ai suoi fedeli come Sua Beatitudine Alessandro I, Primate della Chiesa Ortodossa Italiana, Arcivescovo d’Italia, Eparca di Ravenna e Aquileia. La Chiesa Ortodossa Italiana Autocefala è nota, oltre che per avere avuto una celebrity al suo apice, anche perché questi, appena eletto Primate, ha dichiarato di voler portare agli altari la discussa figura del suo vecchio sodale Don Pierino Gelmini. Quest’ ultimo, già pregiudicato per aver scontato quattro anni di prigione per truffa, quando fu colto dalla morte era sotto processo per abusi sessuali nei confronti dei tossicodipendenti ospiti delle sue comunità. Altro elemento di interesse per i giornali è stato il fatto che nella Chiese meluzziana è poi confluita un’altra comunione ortodossa, la Chiesa Ortodossa Ecumenica dal sedicente Max di Montecristo of Strichen, XVII Barone di Strichen (Scozia) , che poi si è rivelato il truffatore Massimiliano Muzzi di Roma, arrestato nel Maggio scorso per aver frodato 145 risparmiatori per decine di milioni. Anche se considerando il numeri dei fedeli il loro potere non avrà mai probabilmente superato quello di un paio di amministratori di condominio, i due, lo showman della psichiatria (Sua Beatitudine) e il “ripartitore senior” di Poste Italiane (Filippo delle Terre di Roma) sono stati i due vertici della Chiesa. Hanno molto in comune. A cominciare dalle frequentazioni massoniche. Alessandro I è massone “in sonno” del GOI e Filippo delle Terre di Roma si fa vedere a incontri di obbedienze “spurie” e frequenta il mondo del neo-templarismo. Lo troviamo, infatti, in qualità di Segretario Nazionale del Partito Giustizialista Italiano, una organizzazione di Estrema Destra “neo-peronista, che lotta per un’alternativa Social-Nazionale all’attuale Regime dominato dalle plutocrazie bancarie antinazionali”, alla canonizzazione alla Chiesa “Ortodossa” dell’ ultimo Maestro dei Templari Jacques de Molay, che diviene impropriamente simbolo della resistenza anti-islamica, occasione nella quale ha partecipato al Capitolo del Sacro Ordine Equestre Ecumenico Templare (si legge sul sito “a tutta Destra”). A tal proposito, si sottolinea che i due condividono anche le medesime idee politiche (non Filippo e il povero de Molay, ma Filippo e il povero Meluzzi). Infatti, Alessandro I da Mediaset, ex parlamentare di Forza Italia, UDR, Lista Dini, UPR, Verdi, Udeur con un passato ne Il Manifesto, nella FGCI, nel PCI e nel PSI craxiano, è ora stato folgorato dal nuovo verbo sovranista-populista. Vede in Putin la salvezza dell’Europa in quanto argine alla sua “distruzione afro-asiatica“. Il suo account twitter è un vero campionario di complottismo paranoide sulla immigrazione destinata a imbastardire l’identità cristiana nazionale con annessi e connessi pluto-giudaico-massonici (proprio lui…). Veniamo però informati (qui) del fatto che Nel 2017, Filippo Ortenzi, viene sollevato dall’incarico di Cancelliere e sospeso da ogni attività all’interno della Chiesa, mentre venivano sollevate perplessità ecclesiastiche su di lui, da parte di altri vescovi ortodossi che lo conobbero nel passato. Nei mesi successivi, Ortenzi, operò una scissione che vedrà, per sua opera e di Massimo Giusio (segnatevi questo nome, NdR), la rinascita della Chiesa Ortodossa Italiana, associazione di culto già esistente, fondata da padre Antonio De Rosso e a cui Ortenzi affermava di essere appartenuto in passato. Dopo aver subito tale scisma la chiesa Ortodossa Italiana Autocefala aggiungerà due “aggettivi” alla sua denominazione prendendo la denominazione definitiva di Chiesa Ortodossa Italiana Autocefala Antico Orientale (C.O.I.A.A.O.)." Quindi, Meluzzi, che nel Settembre 2020 lascia anche il ruolo di primate per ritirarsi in un monastero dell'astigiano (una vita monastica interrotta da frequenti ospitate televisive) è ora il riferimento di una costola scismatica della chiesa da lui fondata e non riconosciuta, rimasta in mano allo smistatore di Poste Italiane. Ciò che sembra non essere mutato è l'orientamento ben più che "tradizionalista" della chiesa. Alla guida della nuova denominazione è ora tale Cosma I, al secolo Antonio Parisi, già Segretario Nazionale del Fronte Monarchico Giovanile dell' UMI, poi fondatore del partito monarchico FERT e collaboratore dell’Arciduca Otto d’Asburgo. Per avere un'idea dell'orizzonte psico-politico dello showman monastico, si può pescare a piene mani dai rotocalchi. In un’intervista ad AffariItaliani.it, nel pieno della crisi istituzionale post-elettorale del 2018, l'allora primate Alessandro I, arrivava a gridare al complotto ordito dal Papa, dal Presidente della Repubblica Mattarella, dal M5S (sic) e dall’immancabile Soros. Questo complotto sarebbe stato teso ad impedire a Matteo Salvini, noto araldo dei valori cristiano-sovranisti, di formare una maggioranza. Paventava un’Italia guidata da un “governo tecno-Pd-mattareliano-sorosiano-bergogliano-europeista-antifascista”. Già il 2 gennaio su Il Tempo, aveva accusato Papa Francesco di volere “de-cattolicizzare” la Chiesa e di farlo su commissione di non ben delineati Poteri Forti: Il sospetto è che Bergoglio abbia una missione univoca da svolgere: quella di addomesticare ogni resistenza dell’Occidente all’omologazione culturale e alla sostanziale sottomissione all’Islam maggioritario e di fiaccare ogni resistenza della civiltà europea. Ma il meglio, il nostro primate (nel senso che ha il pollice opponibile) lo ha dato con l'avvento della teoria del complotto nota come QAnon e il dilagare della pandemia da Covid-19. Meluzzi è stato fra i più "autorevoli" diffusori in Italia della teoria secondo la quale il mondo sarebbe retto da una cabala di satanisti pedofili costituita dai democratici e dai liberal, non solo americani, e che Donald Trump li avrebbe combattuti fino alla vittoria finale (si veda - ne vale la pena - la performance fornita al riguardo qui). Quando, nell'agosto del 2020, l'ex ideologo di Trump, il sovranista Steve Bannon, venne arrestato, il misurato psichiatra da salotto scrisse su Twitter: Le accuse a Bannon fanno parte del fuoco di sbarramento Dem Deep State sadopedofilo contro Trump e i popoli sovrani! Ne prepareranno altre da veri luciferiani quali sono! Ma forse non basterà se Maria Vergine e Madre protegge il suo popolo! Ad Aprile aveva però dato il massimo ri-twittando una notizia diffusa nella rete di QAnon secondo la quale i Navy Seals avevano abbattuto un tunnel sotterraneo al Central Park di New York al comando dello stesso Trump e liberato centinaia di bambini che i pedo-satanisti tenevano prigionieri lì sotto al fine di abusarne e berne il sangue. Insomma, nel corso della pandemia, Sua Beatitudine ha mostrato la propria coerenza nel denunciare il piano delle élite globali, Bill Gates su tutti (lo definisce "un vecchio nerd masturbatore"), che hanno creato il virus per imporre il Nuovo Ordine Mondiale tramite i vaccini e i microchip sottopelle. Circa questi ultimi è particolarmente contrariato. Lui pare aver ben compreso - e ci tiene a farlo comprendere anche a noi -, che i microchip altro non sarebbero che il marchio della bestia preannunciato nell'Apocalisse di San Giovanni. In quel libro si parlava "del trionfo dell’abominio e noi ci stiamo avvicinando. Quello del 666, del segno della Bestia che gli esseri umani dovranno impiantarsi sotto pelle e senza il quale non si potrà né comprare né vendere e quindi vivere". Insomma, complottismo – da QAnon alla bufala del piano Kalergi, alla ideologia gender – pescato a piene mani dall’armamentario dell’estrema destra e fake news su vaccini ed immigrati che talvolta scivolano nel ridicolo. Qualcuno ha notato come le bufale diffuse da Meluzzi coincidono sorprendentemente con quelle della propaganda russa. Non è un caso che è stato individuato da NewsGuard, azienda specializzata nel monitoraggio della disinformazione sul web, come uno dei “super-diffusori di disinformazione sul COVID-19 in Europa”. In altri termini, Sua Beatitudine si fa megafono del populismo sovranista e islamofobo oggi à la page. Libero di esserlo, come di organizzare Chiese a casa sua con chi vuole. In un paese libero e laico nessuno andrà a sindacare. Sennochè, The Journal of Censur, la rivista del noto Centro di Studi sulle Nuove Religioni (CESNUR) diretto da Massimo Introvigne, dà spazio nel numero di Luglio-Agosto 2018 ad un articolo di tal Massimo Giusio sul tema delle fake news prodotte, a dire dell’autore, dalle associazioni anti-sette “al servizio della denigrazione religiosa”. In altri termini, la tesi dell'autore è che i culti come Scientology o alcuni gruppi magico-esoterici che sfruttano gli adepti sarebbero ingiustamente perseguitati dalle associazioni e dagli studiosi che lottano per smascherare guru e santoni che abusano dei loro adepti. Questi studiosi sarebbero colpevoli di diffondere notizie false al fine di denigrare i gruppi religiosi minoritari. Trattandosi della rivista di un centro studi celebrato (benché discusso), si dovrebbe dar per scontato che gli autori siano al di sopra di ogni sospetto e assolutamente attendibili. Fatto sta che una semplicissima indagine in rete permette di scoprire che questo Massimo Giusio è uno dei quattro componenti dell'allora Santo Sinodo della chiesa tascabile di Meluzzi e Filippo delle Terre di Roma, nonché Presidente del Tribunale Ecclesiatico Nazionale della stessa Chiesa. Probabilmente è sempre lui il Maximus che è Gran Priore della Fraternità Apostolica Ecumenica di San Gerolamo e dei Re Magi nonchè il Corepiscopo della Cappella Padre Adeodato-Sacra Famiglia a Torino. Il personaggio lo abbiamo già incontrato quale componente della fronda interna che porterà alla scissione del ramo che mantiene la denominazione di chiesa ortodossa autocefala (quello rimasto al vescovo portalettere). Appare curioso che chi frequenta un ambiente quale quello appena descritto possa esprimersi sulle fake news che si suppone siano prodotte da altri. Ancora più curioso che possa parlare di “denigrazione religiosa” chi proviene da un ambiente che ha partorito perfino un partito anti-islamico. Il personaggio, quindi, merita un approfondimento. Si scopre così che ha scritto insieme a Luigi Berzano del Cesnur e all’imprenditore dell’informatica sanitaria Giorgio Moretti (quest’ultimo attualmente indagato per corruzione nella sanità) un Manifesto per la buona sanità, che dirige un Master in Scienze Vittimologiche presso un istituto privato, che è massone dell’ Unione Massonerie di Stretta Osservanza Iniziatica (UMSOI) e vice-Rettore presso la Università Ortodossa san Giovanni Crisostomo di cui è Magnifico Rettore Filippo, il Vescovo smistatore. Questa è una istituzione della allora Chiesa Autocefala che si suppone non produca titoli a valore legale. Giusio è poi docente anche presso la Università di Scienze Specialistiche Esorcistato Demonologia Escatologia Internazionale (USEDEI) . Sembrerebbe avere le carte in regola per essere considerato un vero accademico! Sennonché, alla sua pagina presso l’ USEDEI Giusio risulta antropologo; strano, altrove è presentato spesso come sociologo, criminologo, vittimologo, talvolta teologo, giornalista, quasi sempre avvocato. Infatti è grazie alla laurea in Giurisprudenza che Giusio lavora come amministrativo per il comune di Torino. Curioso è che scorrendo il suo curriculum presente proprio sul sito della città Sabauda, non solo non è possibile trovare traccia delle sue docenze presso prestigiose università di esorcistato e demonologia, che fanno sempre la loro figura in un curriculum, ma neppure del conseguimento di titoli più prosaici come una laurea in Sociologia, in Antropologia, in Teologia o un Master in Criminologia. Solo la laurea in Giurisprudenza a Camerino. Viene il sospetto che l’esperto di religioni e fake news abbia studiato in una delle “università” della Chiesa autocefala. Cosa ancora più curiosa, ad una prima ricerca, l’autore del testo contro le fake news non appare neppure incluso nell’albo degli avvocati della sua città o iscritto alla loro cassa previdenziale. Sorge il sospetto, a questo punto, che il nostro studioso sia realmente un esperto di fake, essendone egli stesso un ottimo esempio! In effetti, alla pagina del Tribunale Ecclesiatico Nazionale della Chiesa di Meluzzi, Giusio, qui ribattezzato Maximus, risultava essere “teologo, corepiscopo, consultore, dottore in giurisprudenza”. Dottore in giurisprudenza è il titolo che assume il laureato in materie giuridiche che non è ancora avvocato. Però era Presidente del Tribunale Ecclesiatico Nazionale. Ah, Massimo, damme na sigaretta (l’accendino me lo passa il Cesnur…).

Poco ortodossi. la chiesa di Meluzzi, gli anti-sette e le fake news