Appunti di geopolitica delle "sette". Terza puntata: La parola ai giurati

Luigi Corvaglia Prologo Facciamo un gioco mentale. Se tu lettore fossi membro di una associazione che difendesse i calvi dalle discriminazioni dei muniti di capelli, useresti mai un parrucchino? Ritengo che la risposta sia no. Se tu, però, lo facessi comunque per vanità e qualcuno, a conoscenza del turpe segreto (cosa c'è di più turpe di un tupè?), lo rivelasse pubblicamente, avresti tu il diritto e, soprattutto, la faccia di minacciarlo di querela per diffamazione? Credo proprio di no. Primo, perché non è diffamazione, è la verità, secondo perché, se la tua battaglia dichiarata è difendere i calvi dalla discriminazione dei pilo-muniti, prendere le distanze dalla tua calvizie, quasi fosse cosa indegna, rappresenterebbe una discriminazione dei calvi. Uno che si comportasse così, sarebbe illogico o ipocrita. Bene, il caso si è posto esattamente in questi termini quando, nel Gennaio del 2016, la rivista Linkiesta pubblicò un articolo di Carmine Gazzanni contenete anche una mia intervista. Vi si affermava che la European Federation for Freedom of Belief (FoB), l'associazione che chi ha letto le prime due puntate conosce bene, era un gruppo di pressione (cosa rivendicata dalla stessa FOB sul proprio sito ufficiale) e che alcuni dei suoi componenti, anche apicali, dell'epoca erano membri di culti e gruppi molto controversi. Uno dei fondatori era un seguace di Scientology d'alto livello. La cosa interessante è che la reazione subitanea di FOB fu una replica sulla medesima rivista in cui si minacciava di querela per diffamazione l'autore dell'articolo e me. Risposi sulla medesima pagina: " Non credo che nessuno, dentro o fuori la FOB, avrebbe l’ardire di affermare che Scientology, per dirne una, non è una organizzazione quantomeno “controversa”. Eppure il direttivo FOB scrive che questa affermazione è “lesiva”. Perché? Se esser parte di organizzazioni anche controverse è il diritto che la FOB difende a spada tratta, perché affermare che anche i suoi componenti ne fanno parte sarebbe lesivo?! Forse che una associazione che difende i diritti dei gay si sentirebbe offesa ad essere accusata del fatto che alcuni dei suoi componenti sono omosessuali? Un curioso incartamento logico che può spiegarsi solo col timore del board della FOB che ciò possa insinuare dei dubbi sui reali obiettivi della Federazione. Che questi siano solo dubbi è vero, che siano scomodi è comprensibile, ma che siano legittimi è sicuro e dimostrato anche dal fatto che la stessa FOB si preoccupa di non mettere in evidenza tali connessioni." Ecco, questo episodio è emblematico ed esemplare del confronto in corso, presentando tutte le caratteristiche distintive della situazione: lobbing e ambiguità, front office e back stage, doppi standard ed incartamenti logici. E' quindi arrivato ora il momento di ritornare alla scena da cui era partito il nostro percorso, quello della condanna da parte della US Commission for International Religious Freedom (USCIRF) delle attività della FECRIS (si veda la prima puntata). La parola ai giurati Chiariti scenario e attori, alzare il velo sull' USCIRF risulterà di particolare interesse. L'USCIRF, come è scritto sul sito ufficiale, è una “U.S. federal government commission”, un organo consultivo la cui vantata indipendenza risiederebbe tutta nel fatto di essere “bipartisan”, cioè di non essere espressione di un solo partito. È costituita da soli 9 componenti, 5 del partito del Presidente e 4 del maggior partito d’opposizione. Secondo l'USCIRF, studiosi, attivisti ed associazioni che difendono i diritti delle vittime dei culti metterebbero in atto "campagne di odio" e limiterebbero i diritti civili. Il report 2020 riporta anche la raccomandazione per il Presidente americano di combattere la propaganda contro i nuovi movimenti religiosi diffusa dalla Federazione europea dei centri di ricerca e di informazione sul settarismo (FECRIS) all’annuale conferenza sulle Dimensioni Umane dell’OSCE, condividendo informazioni che riguardino il costante coinvolgimento di singoli individui e di enti, che operano come parte del movimento anti-sette, nella soppressione della libertà religiosa (sic...). In pratica, vi si suggerisce di tenere sotto controllo individui (!!) ed enti che operano nel contrasto delle sette abusanti... All'epoca della stesura del report 2020 il presidente era Donald Trump. Conoscere quale fosse la composizione della commissione che ha stilato quel documento regala sorprese e curiosità varie. Il vice presidente era Tony Perkins. Questi è anche presidente del Family Research Council, un’organizzazione fondamentalista Protestante. Il Family Research Council si oppone a pornografia, ricerca sulle cellule staminali embrionali, aborto, divorzio e diritti LGBT (come le leggi contro la discriminazione, il matrimonio tra persone dello stesso sesso, le unioni civili tra persone dello stesso sesso e l’adozione LGBT). Il FRC ritiene che “la condotta omosessuale sia dannosa per le persone che la praticano e per la società in generale, e non può mai essere affermata”. È quindi un vizio e un peccato. La pedofilia sarebbe un problema legato all'omosessualità. Posizioni discutibili ma lecite, ovviamente, però non quelle che ci si aspetterebbe da chi deve giudicare su discriminazioni e “discorsi d’odio”. Infatti, nel 2010, il Southern Poverty Law Center ha classificato l’FRC come un gruppo d’odio anti-gay a causa di quelle che sono le “false affermazioni del gruppo sulla comunità LGBT basate su ricerche screditate e scienza spazzatura” nel tentativo di bloccare i diritti civili LGBT. Il sito di informazione OpenDemocracy ha pubblicato l’elenco delle associazioni della destra religiosa USA che hanno finanziato campagne per contrastare l’educazione sessuale, la contraccezione, l’aborto e i diritti LGBT in Africa, e FRC compare in questa lista. Un altro componente dell' USCIRF era Gary L. Bauer, che della FRC è l’ex presidente. Nel novembre 2009, Bauer ha firmato una dichiarazione ecumenica nota come “Manhattan Declaration” che invita i cristiani evangelici, cattolici e ortodossi a non rispettare le regole e le leggi dello Stato che, secondo loro, costringerebbero a partecipare o semplicemente ad ammettere l’aborto, il matrimonio tra persone dello stesso sesso e altre questioni che vanno contro la loro coscienza religiosa. Appare quantomeno singolare che chi invita a non rispettare le leggi e che si oppone con forza al riconoscimento dei diritti sanciti dalla Costituzione sia componente di una commissione che vigila sul rispetto dei diritti civili e della libertà. Altro componente era Johnnie Moore. Questi è “evangelical advisor” di Trump, e fautore dell’egemonia americana. È il presidente del Congress of Christian Leaders, un gruppo attenzionato da Right-Wing Watch, un organismo indipendente che monitora tutti i gruppi di eversivi di destra. Nadine Maenza, un altro membro della commissione, è Direttore esecutivo del Rick Santorum’s Patriot Voices PAC per la difesa dei valori conservatori. Ovviamente, si oppone all’aborto e al matrimonio tra persone dello stesso sesso, e ha abbracciato durante il suo mandato al Senato l’immagine del “guerriero culturale” nella guerra contro le libertà civili. Santorum è adepto del gruppo Regnum Christi, legato ai Legionari di Cristo, gruppo molto controverso al centro di un enorme scandalo. Mentre era in carica come senatore, Santorum era stato autore dell’Emendamento Santorum, che promuoveva l’insegnamento nelle scuole del creazionismo e del disegno intelligente opponendosi all’insegnamento della teoria dell’evoluzione. Un altro componente è Nury Turkel, senior fellow dell'Hudson Institue, un think tank statunitense di orientamento conservatore. Se almeno quattro - e in realtà i conservatori sono già 5 - su nove componenti presentano caratteristiche che non li renderebbero adatti a giudicare su chi pratichi discorsi d’odio, discriminazione o ostacoli i diritti civili, ciò significa che con un solo voto ulteriore si possa costituire la maggioranza. È poi interessante sapere che una componente illustre dell’USCIRF, nonché sua ex vice-presidente, Kristina Arriaga de Bucholz, ha dato le dimissioni nel 2019 a causa delle “pesanti interferenze del Foreign Affair Committee del Senato U.S.” nelle attività della Commissione. Ciò pone un’ipoteca sull’autonomia dell’USCIRF. Paradossalmente, però, la Arriaga ha lamentato anche che le nuove norme imposte hanno ampliato la missione dell’USCIRF fino a includere il monitoraggio dell'”abuso della religione per giustificare le violazioni dei diritti umani”. Questa espansione permetterebbe a un’eventuale USCIRF costituita da persone attente ai diritti civili di denunciare, per esempio, la segregazione sessuale durante le funzioni religiose, le mutilazioni genitali o le religioni che si oppongono alle relazioni omosessuali. Permetterebbe, altresì, di condannare gli abusi che avvengono nei culti totalitari, le cosiddette “sette”. “ In altri termini, ciò che alla Arriaga non piaceva era l'idea che una commissione per la difesa di un diritto umano, quello di culto, si occupasse di difendere anche tutti gli altri diritti nel caso in cui entrassero in conflitto con quello privilegiato (talmente privilegiato da avere ben tre organismi a sua tutela). "Benché sorpreso delle sue dimissioni, condivido le sue preoccupazioni”, scrisse il vice-direttore Perkins su Twitter. Sembra insomma che la commissione sia interessata a salvaguardare la libertà di culto a scapito di qualunque altro diritto. I timori della Arriaga erano eccessivi, se l'USCIRF continua a imbarcare personaggi come il suo ex presidente, Elliott Abrams, fondamentalista cristiano condannato per lo scandalo Iran-Contras (vedi prima puntata) che attualmente è fra i commissari. Ad ogni modo, Chris Seiple, presidente emerito dell’Institute for Global Engagement (IGE), ha detto che le dimissioni della Arriaga “sollevano domande su come viene gestita l’USCIRF”, mentre membri di entrambi i partiti maggiori ritengono che i commissari USCIRF “manchino di buon senso”. Ciò detto, è ragionevole affermare che l'ironia con cui la redazione di FOB trattava il mio libro sugli "apologeti dei culti", visto che ormai un organismo sovranazionale e indiscutibile come l'USCIRF aveva emesso la sua sentenza (vedere prima puntata) non pare essere motivata. Circa l'accusa di affinità al "nazi-fascismo", dopo la rassegna di illuminati progressisti a difesa della libertà di culto, un sorriso non sarebbe fuori luogo. In conclusione, abbiamo una galassia neocon e teocon di marca statunitense, non scevra da legami o contiguità con la stessa amministrazione USA, che sembra coalizzarsi con gruppi controversi nel condurre una guerra contro studiosi, attivisti, associazioni e legislazioni che denunciano le "sette" e tutelano i cittadini dai pericoli di questi culti abusanti. Quello che, fino a questo momento del report non è chiaro è perché. Si cercherà di rispondere a questa cruciale curiosità nelle prossime puntate. vai alla quarta puntata prima puntata seconda puntata

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