Appunti di geopolitica delle "sette". Quarta puntata: dalla Russia con amore

Luigi Corvaglia Prologo: l'icona russa Guardate la fotografia qui sopra. E' stata scattata il 29 Settembre 2017 a Salekhard, in Siberia. Quello all'estrema destra sono io. Non è certo la mia migliore foto, tutt'altro. E' però la più famosa. Infatti riappare di continuo in siti e pubblicazioni che la utilizzano come "pistola fumante" a dimostrazione degli indicibili rapporti che mi legano, e legano la FECRIS, alla Russia. La tesi è che la federazione europea di lotta ai culti totalitari (come Scientology, ma non solo) sia coinvolta nella pessima situazione della libertà religiosa in Russia per il semplice fatto che vice-presidente ne sia stato fino al 2021 Alexander Dvorkin (secondo da sinistra nella foto), un russo vicino alla chiesa ortodossa. Curiosa la teoria che vuole che un paese noto per liberalismo e democrazia come la federazione Russa necessiti per applicare leggi illiberali di un consigliere affiliato a un organismo di una bieca nazione ostile ai diritti civili come la Francia. Fatto, è che la fotografia vanta anni di onorata carriera. La ormai iconica immagine ha svolto il suo compito sui maggiori siti dei detrattori del lavoro del movimento anti-sette, è apparsa anche in ambiti improbabili come un libro sulla pandemia da Covid 19 pubblicato dalla All Faith Netok (!), perfino in un articolo pieno di affermazioni quantomeno "inaccurate " su un oscuro giornale online nel quale si afferma che il movimento anti-sette è responsabile del sentimento anti-ucraino in Russia e, quindi, moralmente corresponsabile della guerra in atto (!). La foto è recentemente apparsa sulla rivista Bitter Winter con una simpatica ma sibillina didascalia (si veda sotto a sinistra). Per inciso, la fotografia è a corredo di un articolo che nulla ha a che fare con la conferenza siberiana a cui avevo partecipato e di cui la foto era una testimonianza. Questo fa capire come l'immagine sia ormai una sorta di icona il cui senso è più nella connotazione che le si è voluto dare che nella sua rappresentazione oggettiva. La celebre foto ha persino goduto dell'onore di essere presentata nel corso di una dotta dissertazione al congresso internazionale del celebrato Centro Studi Nuove Religioni (CESNUR). Esempio di elevata elaborazione concettuale e di raro rigore scientifico è stato il commento della relatrice: "Mi è stato detto che questa persona - si riferiva al sottoscritto - è fortemente atea - chi glielo ha detto? - ma si vede che non ha problemi a frequentare il clero". In effetti, il vescovo ortodosso al centro non era propriamente in incognito (l'inoppugnabile argomento si può vedere qui). La foto è perfino stata citata dal noto studioso Massimo Introvigne in un articolo in russo in cui l'erudito afferma di aver visto una foto in cui apparivo "quasi sommerso dai preti" (il signore con la barba accanto a me è un pastore protestante). Il lettore potrà chiedersi del perché di questo particolare interesse per la mia persona e per le mie frequentazioni, clericali e non. Sarà allora necessario presentare tanto il CESNUR quanto la rivista Bitter Winter e la All Faith Network. Tutti insieme appassionatamente Il Centro Studi Nuove Religioni (CESNUR) è stato fondato ed è diretto da Massimo Introvigne. Questi è noto a chi si occupa della materia come esperto di "nuovi movimenti religiosi" e per essere un attivo negatore delle posizioni del movimento anti-sette, tanto da essere considerato uno dei maggiori apologeti dei culti (in parole povere, difenderebbe le "sette"). Il suo CESNUR, fondato nel 1988 a Torino, è un celebrato centro di ricerca sui "nuovi movimenti religiosi" che si professa "indipendente da qualunque organizzazione religiosa o confessionale", ma vari altri dirigenti ed esponenti di rilievo sono membri di Alleanza Cattolica. Introvigne, addirittura, ne è stato reggente vicario nazionale fino al 2016, anno in cui vicende personali lo hanno indotto a lasciare l'organizzazione. Il direttore del CESNUR afferma che le sue concezioni personali non hanno alcuna influenza sulla produzione documentaristica e scientifica del centro, guidata dal rigore scientifico. E' comunque il caso di capire cosa sia Alleanza Cattolica. Trattasi di una associazione tradizionalista che ha sempre fatto esplicito riferimento a Plinio Corrêa de Oliveira, un pensatore brasiliano fondatore della Società Brasiliana di difesa di Tradizione, Famiglia e Proprietà (TFP), organizzazione cattolica tradizionalista che la Conferenza Episcopale Brasiliana definì nel 1985 “non in comunione con la Chiesa cattolica”. A de Oliveira lo stesso Introvigne ha dedicato una delle sue molteplici opere: Una battaglia nella notte (2008). Ora Alleanza Cattolica sembra aver preso una linea più "moderna" e dal suo sito ufficiale è sparita la dichiarazione che recitava:"Alleanza Cattolica, non fondata né diretta da Plinio Corrêa de Oliveira, ha però fatto tematico riferimento al suo magistero contro-rivoluzionario durante la sua vita terrena". A inizio del 2022 la query di ricerca del sito istituzionale di Alleanza Cattolica dava però ben 96 pagine dedicate a de Oliveira, contenenti 5 articoli per pagina. Insomma, un riferimento fondamentale e costante nel tempo. Sorge spontanea la curiosità di capire chi fosse e cosa professasse questo pensatore così gradito anche a buona parte degli esponenti di rilievo del CESNUR. De Oliveira è stato il venerato portatore di un programma di “restaurazione dell’ordine” da intendersi come ritorno ad una Civiltà Cristiana, austera e gerarchica, fondamentalmente sacra, anti-egualitaria e antiliberale. La citazione è tratta dal suo libro più famoso, Rivoluzione e Contro-rivoluzione (1958). Tale auspicata condizione è intesa quindi come il ripristino dell'ordine tradizionale del mondo. Chiarito cosa intenda de Oliveira per contro-rivoluzione, è il caso di lasciare alle parole dello stesso pensatore la spiegazione di cosa sia, invece, la rivoluzione: In Rivoluzione e Contro-Ri­vo­luzione abbiamo presentato le tre grandi cata­strofi della Cristianità, cioè la Pseudo-Riforma, la Rivoluzione Francese e la rivoluzione comunista, come un’unica, grande Rivoluzione che, verificatasi in campo religioso-morale nel secolo XVI, si è propagata sul terreno po­li­ti­co-sociale con la grande scossa della fine del secolo XVIII e ha contaminato nei nostri tempi la struttura economico-sociale dell’Occidente con l’incendio mondiale del comunismo. Queste tre catastrofi costituiscono i grandi segni dell’avanzare di un pro­cesso storico in cui l’empietà, l’immoralità e l’anarchia si vanno im­pa­dro­nendo dell’universo. (neretto mio. tratto da Il concilio e l'egualitarismo moderno, 1962). Già la lettura di queste righe comporta un certo smarrimento. Infatti, non si capisce come sia possibile coniugare, non la posizione di difensore dei culti alternativi, ma anche solo la neutralità nello studio dei nuovi movimenti religiosi, con la convinzione che perfino la Riforma protestante sia stato il segno dell'avanzare di un pro­cesso storico di empietà, immoralità e anarchia. Non basta. Il pensatore brasiliano vedeva profilarsi all'orizzonte una quarta rivoluzione, caratterizzata dal tribalismo, cioè la frammentazione del corpo sociale in spezzoni che pretendono di gestirsi secondo il proprio piacimento. Causa ne sarebbe stato il relativismo portato dalla "rivoluzione culturale". Difficile immaginare qualcosa di più tribalistico dei diversi culti in concorrenza fra loro. L'autore è esplicito: "omnia dii genium doemonia", cioè, "Tutti gli dei delle genti sono demoni” (Sal. 95, 5). Se qualcuno cercasse la perfetta descrizione di cosa sia l'anti-ecumenismo la troverebbe qui. Detto tutto ciò, è immaginabile che il lettore sia sorpreso dal fatto che lo stesso Introvigne da reggente vicario di una associazione anti-ecumenica come Alleanza Cattolica possa esprimere il proprio turbo-ecumenismo nelle vesti di direttore del CESNUR; sicuramente molto più sorpreso di questo piuttosto che del fatto che una persona considerata laica come me possa intrattenere cordiali rapporti di studio o amicizia con dei religiosi. Va detto che fu lo stesso de Oliveira a mostrare questo paradosso comportamentale dopo che, il 18 Aprile 1985, la Conferenza Episcopale Brasiliana dichiarò ufficialmente che per "il carattere esoterico, il fanatismo religioso, il culto nei confronti del capo e fondatore, l'abuso del nome di Maria Santissima" il movimento non era in comunione con la Chiesa. A dicembre dello stesso anno, la TFP pubblicò un libretto destinato ad inaugurare un fortunato filone ed intitolato Brainwashing: A Myth Exploited by the New 'Therapeutic Inquisition. Il pamphlet contiene tutte le idee che il think tank del CESNUR avrebbe poi sviluppato. In definitiva, il tema centrale è quello secondo il quale l'idea di una manipolazione mentale operata da gruppi considerati "stravaganti" sarebbe un mito utilizzato da un fantomatico "movimento anti-sette" per censurarli. Nel libercolo è sottolineato fortemente quanto nel CESNUR emerge solo di tanto in tanto, cioè l'idea che tale movimento anti-sette sia una cospirazione di psichiatri e comunisti. TFP, movimento fortemente anticomunista, era quindi sotto attacco da parte della piovra psichiatrica bolscevica ormai imperante anche nella chiesa latinoamericana. Con singolare prontezza, Massimo Introvigne, che fino a quel periodo non si era particolarmente occupato di "sette", cominciò la sua attività di difensore del pluralismo religioso e negatore del concetto della "lavaggio del cervello". Tre anni dopo egli era già talmente esperto da fondare il CESNUR. Ne esiste anche una sede negli USA, il cui direttore è Gordon Melton, un ministro di culto metodista, fondatore di un Institute of the Study of the American Religion del quale lo studioso critico di Scientology Tilman Hausherr disse di non conoscere alcun esponente oltre a lui. Ha insegnato all'Università di Santa Barbara come "visiting scholar", si dice per aver donato all'ateneo californiano la sua biblioteca. Oggi è "distinguish professor" presso la Baylor University, fondata da Battisti. Egli è inoltre è stato nel comitato direttivo di APRL, un front office di Scientology e, soprattutto, è uno degli esperti di punta della nuova CAN, l'organismo di studiosi dei culti gestito da Scientology (vedere la seconda puntata). Ad ogni modo, chi ha letto le prime tre puntate (si vedano prima , seconda e terza), non sarà però particolarmente scioccato dal paradosso. Infatti, che la difesa della "libertà religiosa" venga operata da soggetti ed organizzazioni di stampo cristiano fondamentalista o integralista è stato chiaramente evidenziato trattando delle deputate commissioni del governo USA. Potrebbe non essere la sola analogia fra questi gruppi e il CESNUR. Secondo Steven Kent dell'università dell'Alberta, il CESNUR è "il gruppo di lobbying di più alto profilo per le religioni controverse" e il suo direttore sarebbe "[un] accanito critico di qualsiasi tentativo razionale di identificare o limitare i cosiddetti 'culti' [il quale] si è espresso contro ciò che considera intolleranza verso le 'religioni minoritarie, specialmente in Belgio, Francia e Germania." Questa descrizione pone il CESNUR in una sintonia tale da potersi definire quale agente sinergico delle commissioni governative americane, quelle i cui legami con Scientology sono talvolta apparsi ambigui (vedi la seconda puntata). In un recente articolo, Phil Lord, della McGill University, ha addirittura ipotizzato che "è molto probabile che Scientology possa finanziare il CESNUR". Posizione, questa, che trovo semplicistica e un po' ingenua. Soddisfatta la prima curiosità, cioè cosa sia il CESNUR, possiamo abbandonare per un attimo il centro studi torinese e il suo direttore, per dare un'occhiata alle altre due entità citate nel prologo di questa puntata e che hanno mostrato la stessa curiosa attenzione per la foto siberiana. Una era la rivista Bitter Winter. Non riusciamo ad allontanarci di molto, mi sa. Si tratta infatti di una rivista edita dal CESNUR e centrata sulla denuncia delle persecuzioni cinesi alle minoranze religiose, come la minoranza mussulmana degli Uiguri e la Chiesa del Dio Onnipotente. L'articolo in cui la fotografia è stata ripresentata per l'ennesima volta (quella con la strana didascalia) è proprio di Massimo Introvigne. Non ci resta che il libro edito dalla All Faith Network e intitolato People of Faith. Rising above Covid 19. Cominciamo col dire che la All Faith Network è un'organizzazione di "charity" registrata in UK e "vicina" a Scientology, ed è anche membro della federazione Freedom of Belief (FOB) già più volte incontrata (si tratta di quella organizzazione italiana che ha un eminente adepto di Scientology fra i fondatori). Gli autori del libro in questione sono Martin Weightman, Alessandro Amicarelli e Tracey Coleman. Il primo è il presidente del network, già presidente dell'ufficio diritti umani di Scientology. Il secondo, Alessandro Amicarelli (il tizio che mi dava del complice degli estirpatori di organi. Vedi la prima puntata) è il presidente della federazione FOB, e Tracey Coleman è una esponente , della chiesa di Scientoloy di Londra (città in cui vive Amicarelli). Nel comitato scientifico della federazione FOB siede anche Rosita Šorytė. Quest'ultima è la signora che al congresso CESNUR commentava la celeberrima foto con sagaci parole. Bene, ancora una volta non ci siamo allontanati molto: è la moglie di Introvigne, il direttore del CESNUR! E' come girare in tondo. Insomma, questo ambientino è un po' come una vecchia soap opera in cui gli intrecci sono tanti, ma i personaggi sono sempre quelli. Post Scriptum Come già detto, immediatamente dopo l'invasione russa dell'Ucraina, un articolo incredibilmente diffamatorio è apparso su un giornale online nel quale si afferma che il movimento anti-sette è responsabile del sentimento anti-ucraino in Russia. Ovviamente vi compare la celeberrima fotografia, con tanto di citazione anche del mio nome. Sono anche corresponsabile della guerra! Come non bastasse, pochi giorni dopo, l'assurdo articolo è stato pubblicato sul sito della United Commission for International Religious Freedom (USCIRF)! Quella che invece non quadra molto con la mia attività filo-russa è la parallela campagna di chi invade i social di sentenze che denunciano la mia azione di agente francese. Vedere sotto: Però anche questa non è male: Vai alla quinta puntata prima puntata seconda puntata terza puntata

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